Max Bloom – Pedestrian

Francesco Giordani per TRISTE©

Bisogna ammetterlo: non tutti (e cominciano ad essere tanti, solo a pensarci) i mesi di lockdown sono venuti per nuocere. La reclusione e il confino hanno permesso anche cose buone. O, almeno, non così spaventosamente cattive.
Tra i frutti meno acri della catastrofe metto dunque volentieri il secondo album di Max Bloom, uno dei pochi manufatti discografici post-pandemici ad avermi integralmente conquistato.

Continua a leggere

(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 34: Massage

Massage

When Andrew Romano and Alex Naidus first met in 2007, Naidus had just joined a band with his friends Kip Berman and Peggy Wang: The Pains of Being Pure At Heart.
When Naidus finally left Pains for L.A. in 2013, two hit albums and a few world tours later, he started playing with Romano to recapture the suburban-garage joy of making music for its own sake. It was “friendship incarnate,” Naidus remembers. The other members of Massage came from within the friend circle: Gabrielle Ferrer (keyboard/vocals) is Romano’s sister-in-law, Michael Felix (drums) is one of Naidus’ best friends, and David Rager (bass) is a childhood friend of Felix’s. When Felix moved to Mexico City in early 2020, Naidus’ wife, Natalie de Almeida, stepped in.
Massage first album, 2018’s Oh Boy, was a heartfelt tribute to their chosen heroes: The Feelies, the Go-Betweens, Twerps, Flying Nun. Their sophomore effort is called Still Life and is out now on Mount Saint Mountain and Bobo Integral.

Continua a leggere

Jesse Marchant – Antelope Running

Francesco Amoroso  per TRISTE©

I hope the ground we’re on
Will quit sinking
And that bright leaves
Lead us from the dark
And fireflies open my heart
I hope the dirty snow
Will melt soon

C’è chi di vita ne vive una sola, e pure piuttosto piatta e monotona, e chi, invece, ha la forza, la capacità o, in certi casi, la fortuna, di riuscire a viverne tante, contemporaneamente o una dopo l’altra, reinventandosi di continuo, rinascendo dalle proprie ceneri, lasciandosi alle spalle il passato per guardare sempre con fiducia (spesso cieca) al futuro.

Mi vengono in mente queste piuttosto banali riflessioni ascoltando Antelope Running, il nuovo lavoro del canadese (ma ormai da tempo di stanza negli States) Jesse Marchant, cantautore che ha da poco raggiunto la fatidica soglia dei quarant’anni.

Continua a leggere

Stephen Fretwell – Busy Guy

Francesco Amoroso  per TRISTE©

All the lonely people
Where do they all come from?
All the lonely people
Where do they all belong?”

Vi siete mai chiesti dove finiscono gli artisti che (più o meno) baciati dalla fama e dal successo commerciale, scompaiono per molti anni per poi, in alcuni casi, riapparire all’improvviso e riprendere il discorso interrotto, quasi come se il tempo non fosse passato?

Che cosa hanno fatto negli anni di anonimato, di assenza dalle scene? Hanno forse tentato, con fatica e sacrificio, di riprendersi il centro del palco, oppure si sono mestamente ritirati in campagna a meditare e a cercare di riconnettersi con la propria creatività? Oppure, ancora, hanno abbandonato i loro sogni e si sono rifugiati in una vita ordinaria per poi essere, nuovamente, folgorati sulla via di Damasco dall’ispirazione?

Quando, prima dell’avvento dei social network e di internet, era più facile sparire e far perdere definitivamente le proprie tracce, i ritorni sulle scene erano più rari e ancora più inaspettati e ammantati da un’aura di mistero. Adesso che la distanza tra un artista e il suo pubblico si è ridotta in maniera considerevole, è difficile essere del tutto dimenticati dagli appassionati, ma a volte, è ancora possibile che accada.

Continua a leggere

The Green Kingdom – Empyrean

Peppe Trotta per TRISTE©

Al di là delle nuvole, dove il cielo diventa quiete eterna.
Lasciare fluire libero il pensiero, sentirlo ascendere in uno spazio etereo e rinfrancante dove poterlo temporaneamente liberare dalle tribolazioni del quieto vivere.

Sarebbe una rivisitazione interessante dell’Empireo, di quell’ambiente immateriale sopra ogni cosa dove il cattolicesimo medievale poneva l’entità suprema. Uno spazio utopico che però a volte è possibile plasmare abbandonandosi alla forza immaginifica del suono.

Continua a leggere