Phantom Handshakes – No More Summer Songs

Francesco Amoroso  per TRISTE©

“Finally I saw that worrying had come to nothing.
And gave it up. And took my old body
and went out into the morning,
and sang.”
(Mary Oliver – I Worried)

Snoopy, questa volta nei panni di “Bracchetto scout”, si è perso durante un’escursione e viene salvato da Loretta, una buffa girl scout che vende biscotti (“Ottimi Biscotti!“). Finalmente di nuovo sdraiato sul tetto della sua cuccia, è redarguito da Charlie Brown che gli dice: “Come hai fatto a perderti se avevi la bussola? Non sapevi che quella enne vuol dire Nord?“. “Pensavo volesse dire “Nessun Posto”” replica desolato Snoopy.
Suppongo che, in originale, il “nessun posto” fosse un semplice (e più efficace) “Nowhere”.

Rileggendo in questi giorni (pubblicate sul Post) queste strisce, sono rimasto colpito dalla loro involontaria attualità. Non è difficile immaginarci nei panni di Snoopy, persi da qualche parte e convinti che la bussola riesca solo a indicarci “Nessun posto”, un non luogo che, anche qualora riuscissimo a raggiungerlo, probabilmente ci farebbe sentire ancora più persi di prima.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 25: Jim McCulloch

Jim McCulloch

Over three decades as the unassuming but pivotal figure behind some of Scotland’s most iconic pop, Jim McCulloch delivers his debut solo album. When I Mean What I Say will be released on Violette Records on 21 May 2021. Lush and textured, delicate and intriguing, it is immersed in the melodic tapestries of Laurel Canyon but rooted in Jim’s life in his hometown of Glasgow.
Bursting onto the influential mid-80s Scottish scene with the BMX Bandits, making his mark with The Soup Dragons and then with Superstar, Jim’s albums as Green Peppers identified a songwriter committed to the detailed sculpting of melody and expression. His craft and presence, both as a composer and performer, are felt on his contributions to the critically lauded collaborations between Isobel Campbell and Mark Lanegan. And in summer 2020 the second Snowgoose album, his psyche-folk project with Anna Sheard, was met with considerable acclaim.

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Iceage – Seek Shelter

Emanuele Chiti per TRISTE©

Colpi di fulmine e dischi della maturità. Mi vengono in mente questi due “concetti” se penso a Seek Shelter degli Iceage.

Colpi di fulmine: una settimana prima che Seek Shelter fosse pubblicato, erroneamente vidi il disco già caricato sulle benedette piattaforme streaming che allietano i miei viaggi in macchina verso il lavoro o casa o varie ed eventuali (variabili spesso molto migliori rispetto al lavoro o a casa). Parte la title track e quasi non volevo credere alle mie orecchie. Non esagero: più passavano i secondi di Shelter Song e più ero felice, cioè sorridevo letteralmente.

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Momus – Athenian

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Da dove si comincia quando si vuole parlare di un artista che è in giro da 35 anni e che ha all’attivo almeno 35 album? Di uno che, nella sua carriera, ha pubblicato due raccolte dei propri testi, intitolandole rispettivamente Lusts Of A Moron (concupiscenze di un deficiente) e Famous For Fifteen People, che ha pubblicato un libro di memorie dal titolo Niche, a memoir in Pastiche e numerosi altri romanzi e saggi? Di uno che è stato citato in giudizio dalla pioniera dell’elettronica Wendy Carlos e dalla multinazionale Michelin (in entrambi i casi per dei testi ritenuti offensivi)?

Si rischia di scrivere una monografia infinita e, comunque, lacunosa, oppure di parlare con superficialità di un personaggio così sfaccettato e incredibilmente profondo.
Tuttavia, la recentissima uscita di Athenian, l’ennesimo lavoro dell’artista inglese Nick Currie (in arte Momus), è un’occasione troppo ghiotta perché possa lasciarmela sfuggire.

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The Coral – Coral Island

Francesco Giordani per TRISTE©

Diciamocelo con tutta franchezza. In tempi come questi, sono spesso belle, anzi bellissime, anche le cose che non ci sorprendono. Proprio perché non ci sorprendono, aggiungo subito, perché non cambiano, restano come le ricordavamo, esattamente nel posto in cui le avevamo lasciate.

E se mi è sinceramente difficile raccontarvi la gioia tutta personale provata nel ritrovarmi in un cinema a guardare la solita dolceamara, prevedibile, del tutto pleonastica e dunque anche indispensabile commedia di Woody Allen, più facile mi è condividere la felicità di sapere i Coral, dopo venti anni esatti dal singolo d’esordio, ancora vivi, ancora fecondi e, cosa che più conta, ancora capaci di scrivere una delle opere più belle e pittoresche della loro intera discografia.

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