
Francesco Amoroso per TRISTE©
Quante volte avete sentito paragonare le immagini, dovute al lockdown, di desolati monumenti di solito affollatissimi, di città svuotate, di lungomare spettrali, della natura che comincia a riprendersi i suoi spazi, a quelle pellicole distopiche nelle quali si racconta il post apocalisse nucleare o l’invasione degli zombie?
Personalmente ne ho perso il conto e ho cominciato a trovare anche piuttosto stucchevole questo genere di narrazione.
La verità è che l’umanità ha continuato a essere presente, seppure ben nascosta dietro finestre e porte chiuse, e quelle immagini, così affascinanti all’inizio, non hanno fatto altro che raccontare una storia a metà: erano una suggestione, appunto, e niente altro.
Le città si stanno ripopolano, i monumenti (presto) saranno di nuovo nascosti dalla folla e dagli schermi dei cellulari, i lungomare saranno presi d’assalto e la natura si ritirerà in buon ordine.
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