Twerps – Range Anxiety

Troppo spesso ci si lascia sovrastare dagli eventi. Troppo spesso teniamo a mente duemila cose e tutte le conseguenze e gli effetti che queste hanno o avranno su di noi. Voi direte: parla per te, io non sono così. Beh, io sì. E fidatevi, è un vero stress. L’altra notte mi sono svegliato incazzatissimo per colpa dell’Acea….

Per questo molte volte sarebbe più sano e liberatorio poter dire, con tutta calma, I Don’t Mind. Non sono molto bravo a farlo, ma avendo come colonna sonora un disco come il nuovo lavoro dei Twerps, tutto sembra molto più facile.

Twerps_RangeAnxietyE non fate l’errore di pensare che uno “‘sti cazzi” sia il corrispettivo di I Don’t Mind. Nella versione romana, spesso, viene espresso non solo un disinteresse ma anche un senso di fastidio e di cinismo.

L’ I Don’t Mind che apre (dopo una breve intro) il secondo album degli australiani Twerps (a lungo atteso dopo il debut targato 2011) è invece un inno alla rilassatezza e al “fancazzismo” solare e slacker dei ’90s nel quale i suoni della band pescano a piene mani.

Tutto questo per la nostra grande gioia, confermando quanto queste sonorità stiano tornando prepotentemente sulle scene (cercate slacker nella ricerca interna al nostro sito e vedrete di quante band molto interessanti, associate a questi suoni, vi abbiamo parlato negli ultimi mesi).

Il quartetto australiano caratterizza il proprio lavoro smussando le tipiche spigolature di queste sonorità, sottolineando una forte tendenza alla melodia e al pop (quasi “twee” in certi pezzi, per citare il mio collega londinese), con qualche sprazzo di psichedelia (come nella bella Shoulders).

Ma quello che poi vince su tutto (almeno per me) è la carica scanzonata che pezzi come Back to You o Simple Feelings riescono a trasmettere. E se a questi momenti la band riesce ad affiancare canzoni più rilassate e calme (come la bella Fern Murderers e l’ottima Adrenaline), ecco che questi 13 pezzi costituiscono un secondo album che ripaga appieno l’attesa.

E allora lasciatevi trascinare su una Empty Road da queste melodie “pigre” e strasicate, e se anche qualcosa vi assilla i pensieri, provate a dire, con spensieratezza, I Don’t Mind.

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