Candy – Under The Weather

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

L’Inverno non lo fa tanto il freddo, quanto le giornate uggiose.

O almeno questo è quello che ho nella mente quando immagino questa stagione in città: le giornate, soprattutto quelle festive, dominate dalla pioggia e dall’umidità.

E la tentazione di rimanere in camera sotto le coperte.

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Scott Matthew @Largo Venue – Roma, 06/11/2018

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Il cantautore australiano di base a New York, Scott Matthew, è in tour in Italia per presentare il suo nuovo album, Ode to Others.

Quattro date che partono da Roma, Largo Venue il 6 novembre.

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Emma Russack & Lachlan Denton – Keep On Trying

keep on tryingFrancesco Amoroso per TRISTE©

Lo so che sembra una frase fatta, però è proprio vero che può capitare di trovare la bellezza dove meno te l’aspetti.

Anzi oserei dire che è molto più probabile trovarla in luoghi e situazioni dove eri proprio sicuro che non l’avresti mai trovata. Suppongo sia una questione di aspettative: è più difficile rimanere soddisfatti da qualcosa o qualcuno quando si hanno grandi aspettative, mentre si possono avere grandi sorprese quando non ci si aspetta molto.

Accade con le persone e accade anche con la musica.

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Terry – I’m Terry

Sara Timpanaro per TRISTE©

“I’m Terry. Oh, you know me! There are two kinds of people in this world: not Terry, and Terry.”

Si apre così la presentazione di Terry, dividila in 4 e ottieni Al Montfort, Amy Hill, Xanthe Waite e Zephyr Pavey.

Mi sembra davvero divertente che il nome di una persona possa andare bene per 4.

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Rolling Blackouts Coastal Fever – Hope Downs

Francesco Amoroso per TRISTE©

Quando arriva l’estate sento (sentiamo tutti?) il bisogno di scrollarmi di dosso un po’ di quella cappa di malinconia e ombra che il lungo inverno ha steso su di me (con inevitabili strascichi anche nella primavera).

Con gli abiti pesanti provo a mettere in soffitta anche, almeno in parte, l’attitudine negativa e tento (non sempre con successo) di farmi influenzare dal sole e dalla luce che ci accompagna fino a sera inoltrata.

Inevitabilmente tale atteggiamento (o, meglio, tale tentativo, spesso destinato a fallire miseramente) si riflette anche sulle mie scelte musicali: così, se l’inverno è fatto per atmosfere più meditative e introspettive, mi piacerebbe tanto, almeno d’estate, godermi un po’ di sano indie chitarristico, di quelli che, per una volta nella vita, ti spingono a canticchiare e a battere il tempo.

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Courtney Barnett – Tell Me How You Really Feel

Sara Timpanaro per TRISTE©

Quando incontriamo qualcuno, generalmente dopo il ciao segue sempre il come stai.

Ma difficilmente diciamo come ci sentiamo e quello che proviamo realmente, ci limitiamo a dire un semplice “bene”, anche quando, a volte, saremmo molto propensi nel rispondere il contrario.

Cosa fa di un narratore un buon narratore? La sua totale semplicità e naturalezza nell’entrare in contatto con delle parti più oscure e malinconiche di sé? Riuscire ad esprimerle senza preoccupazioni?

Tutti questi elementi, credo. Perché in fondo esporsi non sempre è indice di qualcosa di negativo.

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The Triffids – Born Sandy Devotional

Born Sandy DevotionalFrancesco Amoroso per TRISTE©

La mia fascinazione per l’Australia è nata, come molte altre, grazie alla musica.

Ed è stata immediata e duratura. Riesco ancora a ricordare me stesso, adolescente di sedici o diciassette anni, passeggiare sulla battigia di una anonima cittadina balneare adriatica, a metà degli anni ottanta: con lo sguardo perso all’orizzonte, benché sull’altra sponda ci fosse solo la Jugoslavia, non potevo fare a meno di fantasticare sugli spazi infiniti di quel paese lontanissimo e così diverso, inesplorato, selvaggio.

Succedeva, circa trent’anni fa, grazie a una cassettina, arrivata chissà come e da dove sul mio walkman. Una cassettina che conteneva l’album di una sconosciuta band australiana che stava cominciando a riscuotere successo in Gran Bretagna. Il disco si chiamava Born Sandy Devotional e la band erano The Triffids.

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