Jens Lekman – Life Will See You Now

Fiamma Giuliani per TRISTE©

L’estate è la mia stagione preferita: amo il caldo, la luce fino a tardi, il sole, i colori vivaci della natura.

Amo l’atmosfera festosa delle giornate estive, mi fa sentire spesso di buonumore. Di conseguenza, in estate tendo anche ad ascoltare musica più allegra rispetto ai miei soliti standard.

Life Will See You Know, quarto album di Jens Lekman, segna il ritorno del cantautore svedese dopo 5 anni. E’ uscito in inverno ma mi ha fatto subito pensare all’estate.

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Brenda Xu – Overflow

Peppe Trotta per TRISTE©

Sdraiato nel letto, sentirsi stanco e non riuscire a dormire.

L’insonnia viene a trovarmi sempre più spesso occupando le mie notti che diventano lunghissime e a volte insopportabili. Il buio si trasforma in un vuoto limbo dal quale riesco a riemergere soltanto quando la luce comincia a schiarire il cielo, preferibilmente annunciando una bella giornata di sole.

A quel punto provo a dimenticare il mancato riposo e cerco conforto nelle piccole cose. Innanzitutto un buon caffè, subito dopo la musica. Una scelta perfetta è affidarsi alla vellutata e vibrante voce di Brenda Xu.

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Leif Vollebekk – Twin Solitude

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

A mio avviso la cosa più bella del viaggiare è il mangiare i piatti tipici del posto in cui ti trovi.

Se la mia fissazione per il cibo è anche a voi ormai risaputa (in parte anche dalla mia bilancia), in questo caso è legata al fatto che, da buon Italiano, ritengo che uno dei modi migliori per comprendere a fondo la cultura di un luogo è assaggiare il cibo che la gente è solita mangiare: le tradizioni culinarie possono infatti dire molto della storia e del tessuto sociale di un certo posto.

E ovviamente anche la musica.

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The Workhouse – Now I Am On Fire

Sara Timpanaro per TRISTE©

Arrivare in ritardo ad ogni appuntamento è diventata una mia caratteristica.

Anche se cerco con tutte le forze di essere una persona precisa e puntuale, ho capito dopo deludenti tentativi, che sarò sempre in ritardo. In psicoanalisi questo atteggiamento è considerato resistenza ed esprime una forma di aggressività nei confronti dello specialista da parte del paziente.

Ma per fortuna esistono persone che riescono ad essere puntuali rispetto ai propri impegni, senza neanche una goccia di sudore o un principio d’infarto per aver corso metri,

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Vagabon – Infinite Worlds

Marica Notte per TRISTE©

Quando si hanno poche cose da dire è perché si vive regolarmente senza intromissioni di contro-regole.

Quando la tua vita è uno spostamento tra tre piccoli luoghi geografici italiani le cose non cambiano molto (solo la lingua del volgo cambia). Quando si vorrebbe avere una vita a metà tra le avventure di Indiana Jones e il Diario di Bridget Jones (solo ora noto l’omonimia del cognome), ma gli ostacoli principali sono le vertigini, il non sopportare insetti mortali, il non saper gestire molti maschi nello stesso tempo, allora semplicemente (e questo non implica direttamente l’accontentarsi) prendi atto che il volere una visione romantica della vita non è direttamente proporzionale al poter averla.

E il rischio è quello di creare un cerchio in cui tutto si ripete. Il cerchio, però, è una figura geometrica perfetta.

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Blonde Redhead – 3 O’Clock

Albert Brändli per TRISTE©

Nel cervello esiste una sostanza chiamata ossitocina, un neurormone in grado di scrivere nel nostro cervello quali siano le persone, gli animali o le cose che ci rendono felici. Fin dal momento in cui veniamo alla luce. Il primo episodio in cui si scatena l’aumento di questa sostanza è uguale per tutti: la prima poppata.

Era il 2004, mi trovavo al lavoro, e tra colleghi eravamo soliti proporre qualcosa da ascoltare durante il “faticoso” mestiere di tabaccaio. Così, tra un pacchetto di sigarette, una schedina e una ricarica telefonica, ci nutrivamo di musica, non sempre gradita alla colorata clientela.

Misery Is A Butterfly, era il disco che Alfredo – alias “Il ragioniere” – appasionato lettore de “Il Mucchio”- ci propose quel giorno.

Fu così che (con un po’ di ritardo) feci la mia prima poppata di Blonde Redhead.

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Tim Darcy – Saturday Night

timdarcysaturdaynightEmanuele Chiti per TRISTE©

Dal primo album degli Ought che ascoltai (More Than Any Other Day) rimasi folgorato dalla traccia numero tre, Habit: era come se i Talking Heads avessero ripreso le chitarre in mano e, seguendo la lezione del noise anni 80/90, avessero composto una traccia scintillante (e pure di più).

Da quel momento li ho persi di vista, ma ecco il frontman Tim Darcy che rispunta fuori con un disco solista.

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