Ibeyi – Ibeyi

Di tutte le cose che mi contraddistinguono ce n’è una di cui vado orgoglioso. È l’imprevedibilità che a volte si scatena sulle ali del mio entusiasmo.

È quella che mi fa saltare da un argomento all’altro senza necessità di continui logici; quella che mi fa saltare dal disco di Natalie Prass a quello delle Ibeyi; quella che mi fa pensare di lasciare Londra, amici che adoro, un paese che porterò sempre nel cuore per andare a vivere in un altro paese, una nuova esperienza.

Il cuore. Si dice che al cuore non si comanda mai.

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E sebbene ci siano ragioni di cuore alla base delle mie scelte, è altrettanto vero che per certe cose non credo proprio che sia stata una scelta così brutta. Ad esempio, in Francia troverò il sole ed il mare, le acciughe fritte, il pastis bevuto a due passi dal vieux port, le camminate su sentieri impervi per raggiungere posti splendidi. Per quel che riguarda la musica, ho sempre pensato che sarebbe stato un salto nel vuoto. Fino ad oggi.

Già, perché sebbene la francia sia lontana  anni luce dalle terre d’Albione in termini di qualità musicale, è altrettanto vero che ogni tanto produce cose superlative. Tutto il French touch, l’elettronica ’90 -’00, Gainsbourg, Francoise Hardy e più recentemente, le Ibeyi.

Lisa-Kaindè e Naomi Díaz sono due sorelle gemelle Franco-Cubane di stanza a Parigi. Per chi non lo sapesse, condividono il cognome col leggendario percussionista dei Buena Vista Social Club, Anga Díaz. Non e’ una coincidenza dato che delle due era il padre. Non è nemmeno una coincidenza il fatto che la loro musica sia una naturale conseguenza delle loro origini: il loro sound è un miscuglio di elettronica, soul e R&B che punta dritto verso il futuro.

Nasce tutto con Eleggua, l’intro che sembra catapultarci laddove Arrigo Sacchi pensa ci siano le giovanili delle squadre di calcio professionistiche italiane, ed è subito Oya: un pezzo meraviglioso dalle scalate vocali che si intrecciano su un letto di suoni eterei a proiettare la loro musica verso l’alto.

Quando arriva Ghosts, siamo già preparati al tutto, ma è così facile perdersi ancora. Ci sono poi passaggi più cupi come ad esempio River e Thinking of You, mentre pezzi come Stranger/Lover, Singles e Faithful sembrano classici moderni.

Ibeyi e’ un disco meraviglioso, uno di quelli in cui ci si ritrova persi ,spaesati e felici al tempo stesso. Sono cose imprevedibili, ma per una volta,  fate come me, fatevi guidare dal vostro entusiasmo.

 

 

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