Aisha Badru – Vacancy EP

Marica Notte per TRISTE©

“Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”. Molte volte si usa questo detto popolare quando bisogna giustificare i propri gusti se questi non trovano nessuna relazione con quelli altrui. Pochi sanno che questo motto è una trasposizione, o meglio trasformazione abbastanza fedele, del pensiero kantiano sui giudizi estetici < è bello ciò che piace universalmente senza concetto>.

Anche io, nonostante gli anni universitari passati sui lunghissimi libri di filosofia, preferisco usare il proverbio per dare maggiore efficacia, e soprattutto comprensione, alle mie conversazioni.

Accade che se per ciò che ci piace si fa fatica a formulare le giuste frasi (o meglio quelle che si avvicinano alle sensazioni esperite), si fa più facilità a spiegare i perché di ciò che non ci piace. Come un gioco di traduzione inversa!

AishaBadru_Vacancy
Questo per dirvi quello che mi è successo nei giorni passati, giorni di rivalutazione artistica e urbanistica. Artistica per le opere di Fontana: dietro quei tagli e buchi ci vedevo, anni fa, tagli e buchi su delle tele senza nessun particolare apprezzamento, il quale esprimevo nella tipica frase banalotta “potevo farlo anch’io”.

Ecco ora la frase rimane, tutti possiamo tagliare una tela, ma non tutti hanno un motivo per farlo. E poi, alla fin fine, devo ammettere che sono anche belli da osservare. Un bello che ora non saprei giustificare. Urbanistica, perché ho rivalutato in parte Milano. Anche se il Duomo, e quel grigio quasi londinese, continua a non piacermi molto.

Quando ascoltiamo un brano musicale accade più o meno lo stessa cosa. O ci piace da subito o non ci piace. Oppure potrà piacerci a distanza di tempo, perché qualcosa in noi è cambiato.

Vacancy, l’EP di Aisha Badru, ventitreenne newyorkese, piace al primo ascolto e senza particolari ripensamenti. La Badru mostra la sua bravura già con Wating Around, brano inziale dell’EP, anticipato come singolo ad Ottobre 2014, dove si possono percepire ed apprezzare delicatezza, dolcezza e maestria sia come autrice, sia come musicista.

Never mind, Navy blues ed infine Vacancy non tradiscono l’aspettativa dell’Ep avuta con il brano iniziale. Seppur molto brevi, riescono a diluire il tempo con grazia ed eleganza, riuscendo a rendere sublime ciò che non basta definire bello.

Anche le mie nonne citano spesso Kant inconsapevolmente.

Annunci

One thought on “Aisha Badru – Vacancy EP

  1. Pingback: Daves – Summit Hour EP | Indie Sunset in Rome

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...