Little Rivers – Weights

littleriver_weightsVieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Quando ero giovane (no, a 32 anni non si è più giovani. Facciamocene tutti una ragione) avevo molti momenti durante la giornata in cui potermi dedicare totalmente all’ascolto della musica.

Non che avessi poche cose da fare, anzi, ma la musica era il modo principale in cui riempivo i, seppur pochi, momenti di pausa dalle mie molte altre attività.

Ora è tutto più difficile.

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Surma

Ogni prima Domenica del mese musei e altre aree di interesse culturale statali sono aperti gratuitamente al pubblico. Tutto molto bello.

A Roma, però, questo si concretizza, fondamentalmente, in due modi: stare ore in fila ad aspettare (tendenzialmente sotto un sole mortale) oppure camminare incessantemente come nomadi da una parte all’altra della città in cerca di vari musei totalmente sconosciuti a cui pensi che nessuno sarà andato vista l’abbondanza di meraviglie nella capitale italiana.

E poi li trovi quei musei. Ed effettivamente non c’è nessuno. Perchè sono chiusi da due anni.

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Jamie XX – In Colours

Quando penso all’elettronica di oltre manica, ci sono tanti nomi che mi vengono in mente, ma se dovessi pensarne uno che mi fa pensare a talento, coolness e iper-attualità, mi viene da pensare a Jamie XX.

Infatti, mi riesce difficile pensare che si tratti del primo vero album di Jamie Young. Sì, perché anche se di debut-album si tratta, tutto si può dire, ma non che sia uno sconosciuto.

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East India Youth – Culture of Volume

Si dice che il talento sia una dote naturale, difficile da riconoscere. Per quel che mi riguarda, conosco un solo modo per riconoscerlo, osservandolo dal vivo.

Lo dico pensando al Field Day 2012, quello in cui un’artista di primo pelo venne messo in una delle prime slot delle 12 salvo poi essere richiamato in fretta a furia per una seconda chance alle 16 in un palco più grande. Merito della performance incredibile regalata qualche ora prima.

Oggi, mentre combatto la mia dipendenza dal tè verde – sto sorseggiando la terza tazza della mattinata – vorrei spendere due parole a proposito di East India Youth, uno dei miei artisti contemporanei preferiti che è appena giunto al favoloso traguardo del secondo disco. Dico favoloso perché di questi tempi riuscire a dare un seguito a un buon esordio è privilegio di pochi.

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Portico – Living Fields

Cambiare direzione è sempre un dilemma. Chi lascia la via vecchia per la nuova… Però contemporaneamente cambiare può aprire nuovi orizzonti e prospettive.

Ma visto che i nostri avi ci insegnano che In medio stat virtus, anche a questo dilemma possiamo trovare una soluzione: cambiate, sì, ma non troppo.

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Ibeyi – Ibeyi

Di tutte le cose che mi contraddistinguono ce n’è una di cui vado orgoglioso. È l’imprevedibilità che a volte si scatena sulle ali del mio entusiasmo.

È quella che mi fa saltare da un argomento all’altro senza necessità di continui logici; quella che mi fa saltare dal disco di Natalie Prass a quello delle Ibeyi; quella che mi fa pensare di lasciare Londra, amici che adoro, un paese che porterò sempre nel cuore per andare a vivere in un altro paese, una nuova esperienza.

Il cuore. Si dice che al cuore non si comanda mai.

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Rhò – Nebula EP

Siamo a fine Ottobre, ma ancora le temperature sembrano non essersene accorte. Sono tornato a casa nel week-end appena passato e anche mia nonna ha sottolineato che pure io (sì, pure io che in genere mi vesto a 7 strati solo perchè ci sono 3-4 gradi di meno rispetto al solito) andavo in giro solo con la t-shirt come d’estate.

Ma è fine Ottobre. E sarebbe giusto che il clima rispettasse il calendario. Almeno secondo me. Anche perchè cominciano ad uscire dischi che trovano il loro naturale microclima nelle temperature più rigide. Un po’ come Nebula, il nuovo lavoro Rhò.

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