Savage Mansion – Revision Ballads


Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

A Perth (in Scozia, non in Australia), al di là del fiume Tay su cui sorge la città, si trova il bellissimo Scone Palace.

Se capitate in una giornata di sole potreste pensare, come me, che sia una buona idea farsi una bella passeggiata dal centro per andare a visitarlo. Vi consiglio però di controllare bene gli orari di apertura e dei mezzi pubblici, e tenere di conto che dall’ingresso dei giardini al castello dovrete camminare, in leggera salita, per circa una ventina minuti.

Fatelo, altrimenti potreste trovarvi a fare una mortale corsa contro il tempo, come me, e a fermare macchine per chiedere un passaggio per riuscire a prendere l’ultimo bus.

Da Perth arriva anche Craig Angus, che trasferitosi a Glasgow per studiare si è da sempre dedicato a diversi progetti musicali. Tra questi Savage Mansion, che arriva al suo album di debutto per Lost Map Records.

I 12 pezzi che compongono Revision Ballads richiamano sin dal brano che apre il disco, Brake Down The City Hall, le sonorità guitar pop tipiche dei 90s: i pezzi scorrono rapidi e pieni di riverberi mentre Craig riempe le canzoni del suo cantato.

L’incedere slacker rock dei pezzi (Infinite Rock, Situation Comedy, Nudist Beach) in molti casi prende un interessante taglio post-punk, richiamando profondamente la produzione dei Parquet Courts: brani come No Flags, Honeymoon o Uncomfortable Slumber sono pieni di quella carica un po’ svogliata che tanto ci ha fatto amare la band di Brooklyn e che Craig sembra maneggiare con grande maestria.

Questo debutto a nome Savage Mansion è davvero ottimo, e raggiunge il suo culmine in Dog O’Tears, penultimo pezzo dell’album, in cui le diverse sfumature si mescolano per un risultato impeccabile, coronato da un retrogusto malinconico che qua sulle nostre pagine non manchiamo mai di apprezzare. Il colpo di coda del disco, Older And Wiser, torna invece su ritmiche più tirate e riff distorti e “sgangherati” che ci riconciliano tutta quella musica che tanto abbiamo apprezzato anni fa, e che in esordi come questo riacquista nuova linfa e vigore.

A pensarci bene, il finale strumentale di Older And Wiser sembra fatto apposta per accompagnare una corsa forsennata all’inseguimento di un autobus: spero che l’esperienza passata a Perth mi abbia reso un po’ più saggio, oltre che farmi invecchiare tutto di un botto per lo stress.

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