Cool Explosions – s/t EP

Carlotta Corsi per TRISTE©

Qualche mattina fa ero stranamente libera da impegni e mi sono recata in corso Buenos Aires, qui a Milano, e ho fatto l’enorme errore di entrare in profumeria: sì, perché io, dentro ai quei posti, ci perdo i sensi, l’orientamento e spesso anche la giornata.

Insomma, mentre cercavo invano una via di fuga dalla trappola che fondamentalmente io stessa mi ero tesa, la commessa ha iniziato a ricoprirmi di fragranze e a spiegarmi come si deve “sentire” il profumo giusto per la propria pelle, parlando di note di TESTA, di CUORE e di note di FONDO: ovviamente la scimmietta nel mio cervello ha iniziato un po’ a fare le capriole e a suonare i piatti a suo piacimento, però così facendo non solo ho trovato una via di fuga estemporanea dalla realtà, ma ho riattivato anche i neuroni ed ho collegato la descrizione delle note dei profumi al canto, ai vari registri vocali e a come si dividono, esattamente così, come nei profumi, anche se ecco, magari, la voce di petto non è quella “de core”.

Dopo l’ascolto dell’omonimo EP dei Cool Explosions ho pensato un po’ a questa struttura: un mix piuttosto omogeneo di vari generi e di influenze dove, a tratti, risalta un aspetto rispetto all’altro.

Il mood iniziale rimanda alle “prime” HAIM che, appunto, nei lavori inziali non erano niente male: nel cantato risaltano suoni “nasali” ben calibrati che accompagnano melodie souleggianti, che, costruiscono anche un ponte con l’artista australiana Kimbra, soprattutto nella traccia di apertura Glass Jars. Beh, I Cool Explosion comunque, sono di Melbourne, Australia e queste sonorità non sono nuove da quelle parti.

In Barbarossa, già dal primo ascolto, la voce mi rapisce: è come se entrasse all’interno di un canale pad e risultasse più metallica rispetto al contesto del pezzo. Questo fa sì che il tutto sia, proprio come dicevo prima, molto omogeneo, portando però la voce come “nota di testa”.

I testi si integrano perfettamente con la musica, creando delle immagini molto particolari: giochi di luci e ombre che entrano nella mente (e nelle orecchie) in modo perfetto. Suoni “strusciati”, piattini tra le pause, rallentamenti e crescendo, danno il movimento e le entrate all’immaginario dell’ascoltatore, che si ritrova, a questo punto, nelle “note di cuore” di tutto il lavoro.

Esattamente come mi è stato spiegato, quindi, le “note di fondo” risultano essere quelle più durature ed ovviamente quelle che meglio si adattando al PH della pelle, quelle che fanno esclamare alla gente “ma che profumo hai?”

Cavalcando dunque l’onda della mia nuova e totale competenza in profumi ed essenze, mi prendo una mezza licenza e vi dico che i Cool Explosions sono freschi come una spruzzata al vetiver, hanno nuances elettro-pop che saltano quasi subito in testa e nascondono, nel fondo, toni più ambrati, decisamente più soul: della serie son giovani e la loro musica pure.

Di sfumature sulle quali lavorare per poter sviluppare maggiormente il loro sound ce ne sono molte, ma ancora non gli riconosco il brevetto finale del loro marchio. E’ un progetto che, evidentemente, ancora si sta evolvendo e che ha bisogno di un “qualcosa” di più identificativo, ma la strada imboccata è quella giusta: il loro profumo, potreste sentirlo anche voi.

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