Cool Explosions – s/t EP

Carlotta Corsi per TRISTE©

Qualche mattina fa ero stranamente libera da impegni e mi sono recata in corso Buenos Aires, qui a Milano, e ho fatto l’enorme errore di entrare in profumeria: sì, perché io, dentro ai quei posti, ci perdo i sensi, l’orientamento e spesso anche la giornata.

Insomma, mentre cercavo invano una via di fuga dalla trappola che fondamentalmente io stessa mi ero tesa, la commessa ha iniziato a ricoprirmi di fragranze e a spiegarmi come si deve “sentire” il profumo giusto per la propria pelle, parlando di note di TESTA, di CUORE e di note di FONDO: ovviamente la scimmietta nel mio cervello ha iniziato un po’ a fare le capriole e a suonare i piatti a suo piacimento, però così facendo non solo ho trovato una via di fuga estemporanea dalla realtà, ma ho riattivato anche i neuroni ed ho collegato la descrizione delle note dei profumi al canto, ai vari registri vocali e a come si dividono, esattamente così, come nei profumi, anche se ecco, magari, la voce di petto non è quella “de core”.

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Candy – Under The Weather

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

L’Inverno non lo fa tanto il freddo, quanto le giornate uggiose.

O almeno questo è quello che ho nella mente quando immagino questa stagione in città: le giornate, soprattutto quelle festive, dominate dalla pioggia e dall’umidità.

E la tentazione di rimanere in camera sotto le coperte.

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Rolling Blackouts Coastal Fever – Hope Downs

Francesco Amoroso per TRISTE©

Quando arriva l’estate sento (sentiamo tutti?) il bisogno di scrollarmi di dosso un po’ di quella cappa di malinconia e ombra che il lungo inverno ha steso su di me (con inevitabili strascichi anche nella primavera).

Con gli abiti pesanti provo a mettere in soffitta anche, almeno in parte, l’attitudine negativa e tento (non sempre con successo) di farmi influenzare dal sole e dalla luce che ci accompagna fino a sera inoltrata.

Inevitabilmente tale atteggiamento (o, meglio, tale tentativo, spesso destinato a fallire miseramente) si riflette anche sulle mie scelte musicali: così, se l’inverno è fatto per atmosfere più meditative e introspettive, mi piacerebbe tanto, almeno d’estate, godermi un po’ di sano indie chitarristico, di quelli che, per una volta nella vita, ti spingono a canticchiare e a battere il tempo.

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Tram Cops – Even in My Dreams

Sara Timpanaro per TRISTE©

A cosa serve il passato?

Ci chiediamo spesso cosa abbiamo fatto in passato: cosa è successo qualche tempo fa, quale progetto abbiamo in testa su noi stessi. Persino Facebook si dedica al passato.

Insomma come la metti la metti, il passato racconta e narra qualcosa di te e non puoi assolutamente ignorare questo fatto.

Ieri è lo specchio di oggi.

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Amaya Laucirica – Rituals


Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Marzo è pazzo. Sì, lo sappiamo tutti. Quantomeno nell’emisfero boreale.

Sole, pioggia, caldo, freddo. Un mese confuso. Un mese, almeno per me, di confusione. Cose diverse che si mescolano, belle e brutte. Nubi che arrivano e che se ne vanno. E soprattutto non ho la più pallida idea di come cazzo debba vestirmi.

Alla fine dei conti, forse, spero solo che questo mese passi in fretta.

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Flyying Colours @Arci Ohibò – Milano, 19/10/2016

flyyingcoloursSara Timpanaro per TRISTE©

Le tecniche meditative hanno sollecitato in me lo stesso scarso interesse delle rubriche calcistiche domenicali. Eppure qualcosa è cambiato.

Ho cominciato a dare importanza ai segnali che il mio corpo produceva sia in situazioni piacevoli che poco piacevoli. Questo ha aperto una serie di domande, le cui risposte sono venute a galla con semplicità. La semplicità è tra quelle parole che difficilmente sento cucite addosso, in un mondo che guarda e valuta la persona in termini di efficacia o efficienza (parole che scivolano nel niente).

E poche volte ci soffermiamo sulla semplicità di un momento, di un paesaggio, di uno stato emotivo, perché i nostri pensieri sono rivolti al domani e poco al qui ed ora.

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Glaciers – Living Right

Glaciers_LivingRightStiamo arrivando verso la fine dell’anno. Sì, perchè per me l’anno finisce ad Agosto. Come quando ero al liceo, o all’università, seguendo l’anno accademico.

Alla fine dell’anno si tirano le somme. Ed è bello farlo su una spiaggia, cercando di essere un po’ più spensierati. Un po’ come quando avevo 20 anni.

No, non è vero. Non sono mai stato spensierato.

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