The Courettes – Back in Mono

Tiziano Casola per TRISTE©

Intorno ai 12 anni, come tanti altri occidentali in altre decadi, feci la scoperta di Eleanor Rigby e decisi che sarei diventato un fan dei Beatles. Per farlo però bisognava essere preparati e, in un’epoca ancora pre-web, questo avrebbe richiesto parecchio tempo. Acquistai dunque (probabilmente in un mercatino dei libri usati, ipotizzo al borgo di Nettuno, ma chissà) il libro “Le canzoni dei Beatles” del 1969, una raccolta di testi dei fab4 che periodicamente rispunta fuori nelle librerie in forma riedita, in cui – attenzione – ai testi della canzoni sono affiancate splendide illustrazioni psichedeliche dell’epoca, curate da Alan Alridge.

Continua a leggere

Vanishing Twin – Ookii Gekkou

Francesco Amoroso per TRISTE©

Ho sempre avuto la sensazione che gli appassionati di musica formino miriadi di piccoli mondi che, pur orbitando intorno allo stesso sole (la musica, appunto), non riescono mai a incrociare le proprie orbite.
Alla musica ognuno di noi chiede qualcosa di diverso e spesso ciò che è soddisfacente per alcuni, risulta del tutto inutile o eccessivamente ostico, o, magari, assolutamente banale per altri.

Due piccoli mondi musicali che continuano a scontrarsi e non si incontrano praticamente mai sono quello degli appassionati di sperimentazioni sonore e quello di coloro che a una canzone chiedono fruibilità e immediatezza.

Continua a leggere

James Blake – Friends That Break Your Heart

Carlotta Corsi per TRISTE©

Da qualche mese ho gli occhiali e li odio.
Mi sento come in una crisi puberale, mi infastidiscono, non sopporto la pressione sulle tempie e il riflesso delle luci sugli occhi è controproducente.
Spesso mi innervosisco così tanto: perché vedo il mondo tutto distorto d’improvviso?
Vorrei solo vedere bene come prima. 

È un bel capriccio con il quale passare un po’ di tempo, un ottimo alibi se penso poi che se anche tornassi domani a vedere come prima, tutto sarebbe diverso e io vedrei esattamente come guardo oggi le cose.

Continua a leggere

(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 42: Natalie Jane Hill

Natalie Jane Hill

Austin, TX Songwriter Natalie Jane Hill recasts the purest sort of folk music in a modern light, distilling intricate guitar picking and throaty, emotion-laden melodies into songs whose simple contours give way to hidden crevices and eccentricities. Her voice is like a breeze through the trees and her debut album Azalea caught a lot of attention last year (here!). Solely, her second album, again on Dear Life Records, adds pedal steel from Mat Davidson and Bob Hoffnar, as well as wonderful cello parts that recall Nick Drake.
Her incredible fingerpicking and her guitar are still the rocks around which her music is built, but her voice, with a distinct quick vibrato, is the unmistakable and unique feature of the record, reminding Sandy Denny or Linda Thompson.

Continua a leggere

José González – Local Valley

Peppe Trotta per Triste©

Quattro dischi – a cui se ne aggiungono due come parte dei  Junip -in diciotto anni, oltre sei dall’uscita precedente. José González non si può certamente definire un autore prolifico, ma come spesso accade in questi casi la musica che propone non è mai superflua.
E malgrado stilisticamente “Local Valley” si ponga in continuità con i suoi predecessori non proponendo particolari rivoluzioni, in realtà siamo di fronte ad un lavoro che offre interessanti spiragli di novità.

Continua a leggere