Teenage Fanclub – Nothing Lasts Forever

Francesco Amoroso per TRISTE©

La mia teoria: la tristezza della sua maturità era di un ordine di grandezza superiore a quella della sua giovinezza e, con il passare del tempo, quella tristezza minore si era trasformata nei “bei tempi andati”
(Alejandro Varela – Babylon)

A una certa età la nostalgia diventa una compagna di viaggio inevitabile (e, a volte, anche un po’ perniciosa). Se è vero che la predisposizione a un certo stato d’animo nostalgico e malinconico è spesso insita in noi (e, vi prego, sull’argomento leggete questa striscia dei Peanuts di Schultz, che vede protagonista Rerun (Ripresa) Van Pelt e che vale più di mille trattati specialistici), è altrettanto vero che la nostalgia, con il tempo, finisce per essere quasi un sentimento automatico con il quale leggere il presente (e ripensare al passato).
Forse non ci siamo mai goduti quei lunghi pomeriggi d’estate che sembravano infiniti. E’ probabile che il primo amore ci abbia fatto soffrire molto di più di quanto ricordiamo e che prima di ottenere quel primo bacio -che ricordiamo con immutato trasporto- il dolore sia stato atroce. E addirittura probabile che si stesse peggio quando di stava peggio e che tutti quei ricordi siano solo filtrati non tanto dagli occhiali rosa con cui guardiamo il passato, ma da quelli scuri di fuliggine e malumore con cui, invece, ci ostiniamo a fissare il presente.

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Slowdive – Everything Is Alive

Francesco Amoroso per TRISTE©

“…è una caduta solo se pensi al finale.
Altrimenti si chiama volare.”
(Jason Mott – Che Razza Di Libro)

Con l’età ho sviluppato un’avversione sempre più tenace nei confronti dei tuffi. Da ragazzino, pur con la sempre presente prudenza (e una già latente acrofobia), tuffarmi era un’attività grandemente emozionante, che mi dava ogni volta piccoli e piacevoli brividi: il salto nel vuoto, la sfida (persa in partenza, ma poco conta) alla gravità, un breve volo e poi il contatto con l’acqua, la carezza (o lo schiaffo…) sulle membra, la sensazione di essere avviluppati in un morbido abbraccio. Ora, invece, prima di tuffarmi, riesco a pensare solo al terrificante senso di vuoto che proverò nel momento in cui non avrò più i piedi saldamente poggiati per terra. Penso, purtroppo, alla caduta e non mi godo il volo.
Il tuffo dovrebbe, invece, fornire un doppio piacere: quello del volo e quello della successiva immersione.

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Nation Of Language – Strange Disciple

Francesco Giordani per TRISTE©

Per spiegare l’incantesimo che sprigiona dalle canzoni dei Nation of Language mi basterebbe rievocare una manciata di minuti semplicemente perfetti del recente Bones and All di Luca Guadagnino. Una coppia di innamorati senz’altro avere in tasca che non sia la loro sfacciata giovinezza, la strada che si srotola sotto le ruote del loro malconcio pick-up mentre ai lati, davanti, sopra, dietro, ovunque, il paesaggio illusoriamente infinito dell’Ovest spalanca la vertigine della possibilità. E poi, dettaglio non secondario, Your Silent Face dei New Order che forse prorompe dalle casse del pick-up o forse no, balla semplicemente nell’aria, come uno squillo d’organo in una cattedrale invisibile, come un cumulonembo che sale vaporoso nei cieli altissimi del New England.

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Un Tramonto TRISTE© – Canzoni per gli ombrelloni che chiudono

Naturalmente, anche se TRISTE© è in vacanza, la musica non si ferma.
Così, per alleviare un po’ la pesantezza del rientro e per fare il punto della situazione, abbiamo pensato di farvi cosa gradita nell’affiancare alla nostra playlist estiva (che abbiamo notato avete molto gradito) una nuova raccolta di brani che stanno allietando le nostre vacanze.
Purtroppo alcune delle canzoni che più ci hanno entusiasmato non sono ancora disponibili su questo servizio di streaming (che preferiamo non menzionare, anche se siamo costretti usare). Alcune perché usciranno solo a settembre (vedi il magnifico album di Grand Drifter o quello degli Slowdive), altre perché probabilmente (ancora?) non distribuite qui (e se è una scelta politica buon per loro, più seri e coerenti di noi): almeno The BV’s con la loro Warp (extended version) e i Theory Of Ghosts con You Can’t Happen Again (ma anche gli altri loro due brani presenti sullo stesso EP sono allo stesso -altissimo- livello) avrebbero fatto parte del lotto.
In ogni caso, speriamo che le trenta canzoni che abbiamo scelto possano accompagnarvi in ogni momento di queste giornate un po’ malinconiche ma -ci si augura- ancora con qualche sprazzo di luce estiva.
Buon ascolto e a presto!

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(Make Me A) TRISTE© Mixtape Episode 124: Scrounge

Scrounge

Emerging out of the South London DIY scene, Scrounge have spent time boiling down their ideas into a brand of sharp, concise art-punk that introduces elements of folk, techno and industrial music into a more familiar cocktail of noise-rock and riot grrl influences. Since meeting at Goldsmiths University in the middle of the last decade, Lucy Alexander (vocals, guitar) and Luke Cartledge (drums, vocals, electronics) have been expressing how it feels to be a young person living and working in a fast-changing metropolis, balancing the pressure of making rent and staying healthy with a desire to make art and properly engage with the communities that make London what it is. With an array of work under their belt, including debut singles, Etch and Crimson, and EP, Ideal, Scrounge released their debut mini-album, Sugar, Daddy in 2022. Their new single, Corner Cutting Boredom, is their first material of 2023, and is out now via State51 and available as a digital download, as well as a limited edition Zine & Flexi Disc. “This zine is a snapshot of the south London scene we love so much. We’re extremely grateful to have found ourselves living and working within a grassroots community that’s inclusive, accessible, radical and loads of fun. Bands, artists, organisers, writers, agitators, promoters, friends – it’s got it all. The zine documents and celebrates what’s going on south of the river and, although this is our small thank you, we’re pleased to be a tiny part of something much bigger.”

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