
Francesco Amoroso per TRISTE©
Mettetevi nei panni di un cantautore folk che si appresti a lavorare sul suo prossimo album. Magari nei panni di uno di quelli che hanno una lunga e (moderatamente) gloriosa carriera già all’attivo.
Quale sarà la vostra prossima mossa? Abbandonare e evitare tutti i cliché del folk, le chitarre pizzicate, i testi introspettivi, i più o meno poetici commenti sulla vita e sulla società, rischiando di alienarsi lo zoccolo duro dei fan, nella speranza che la svolta possa interessare e convincere la critica, sempre pronta di solito, a scagliarsi sulla monotonia e scarsa attitudine alla sperimentazione dei rappresentanti del vostro genere musicale? Oppure preferireste muovervi su un terreno più sicuro, in un ambiente protetto che possa preservare intatte le vostre caratteristiche, senza sconvolgere chi vi segue da tempo, pur nella consapevolezza che, con molta probabilità, se tutto va bene, vi sentirete dire “l’ennesimo buon disco di… che non dice molto di più di quanto già detto dall’autore”?



