Sean O’Neill – s/t EP

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Non è facile tornare a casa dopo tanto tempo.

Non è facile riprendere quello che si era lasciato indietro, perchè le cose nel frattempo sono andate avanti, anche senza di noi. Parenti, amici, luoghi: nella nostra memoria sono cristallizzati in un presente infinito. Ma non è così. E affrontarlo può fare un gran male.

È forse (anche) questo diventare adulti?

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Private World – Aleph

Francesco Giordani per TRISTE©

L’anno musicale volge inesorabilmente al suo autunno, il che, per un album così crepuscolare come Aleph, è un gran bene. Difficilmente i mesi che ci attendono potranno infatti avvolgersi in stoffe musicali più pregiate di quelle che i Private World hanno quasi maniacalmente ricamato.

La band synth-pop guidata dai raffinati esteti gallesi (di Cardiff) Tom Sanders e Harry Jowett, ha dipinto un album dal fascino sottile, sofisticato e malinconico, che va ad occupare, nella mente bislacca di chi scrive, il quarto vertice di un ideale quadrilatero sonoro che poggia i restanti piedi sugli esordi di Nation of Language e Westerman (recuperate il suo notevole Your Hero Is Not Dead) e sul bellissimo Gathering Swans dei Choir Boy, da noi già lungamente elogiato.
Progetti che peraltro, vuoi per l’anno maledettamente bisestile vuoi per una sempre più irreversibile disaffezione/distrazione del pubblico “alternativo”, hanno raccolto davvero troppo poco rispetto alla qualità (ingente) messa in campo.

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Olec Mün – Reconciliation

Peppe Trotta per TRISTE©

Ripercorrere il passato alla ricerca delle proprie radici è un atto mai semplice eppure estremamente importante per comprendere se stessi e per capire da cosa scaturisce il proprio presente.
È una ricerca intima che spesso viene trattenuta, assorbita per essere gelosamente custodita.
Ma non sempre è così.
A volte, per ragioni diverse, si avverte la necessità di condividere le sensazioni derivanti da tale opera di scavo interiore e ci si ritrova a dover scegliere il mezzo a noi più affine per farlo. Marcelo Schnock alias Olec Mün ha scelto la musica, suo linguaggio d’elezione.

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Andrew Wasylyk – Fugitive Light and Themes of Consolation

Alberta Aureli per TRISTE©

Come è bello l’autunno appena all’inizio, la luce che cambia in un’ora soltanto e diventa rosa, e grigia, e poi blu, tornerà quella bianca dei giorni più freddi ma per il momento dal cielo incerto e mutevole cade l’acqua che arriva in profondità nella terra secca e impasta le zolle aperte dal caldo.

Rivoli metropolitani e pozzanghere in ogni dove, non basta allora aver aggiunto i calzettoni ai sandali, siamo zuppi come le strade lucide, l’acqua torna alla terra. E alla terra torniamo anche noi, come gli alberi, ogni volta che qualcosa o qualcuno sembra volerci sradicare, ogni volta che il vento soffia così forte da sollevarci in aria. E alla terra torna, per la terza volta, anche Andrew Wasylyk con il suo Fugitive Light And Themes Of Consolation, un disco dichiaratamente autunnale dedicato, come i precedenti due, alla sua regione d’origine, la Scozia della costa orientale.

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Gabriel Garzón-Montano – Agüita

Carlotta Corsi per TRISTE©

È sempre magico incrociare la strada di un qualcosa in cambiamento, soprattutto se questo avviene nelle persone; cambiano colore e finalmente riescono a ridere con gli occhi.
Quello che è più difficile osservare è tutta la strada percorsa per arrivare fino a quel punto, osservare il punto di partenza, quello incolore e senza grandi sorrisi.

Chi più o chi meno, ci siamo tutti reinventati una volta nella vita e lo stupore degli altri nel vederci diversi non è mai paragonabile alla sensazione che si ha al mattino, quando ci si sveglia consapevoli di non essere più la persona del giorno prima.
È da un annetto che covo dentro un bozzolo una metamorfosi speciale e non so ancora che disegni avranno le mie ali, ma una zampetta fuori c’è e al momento questo mi basta per darmi la spinta e dondolarmi ancora un po’.

Chi ha covato per qualche anno dentro se è Gabriel Garzón-Montano che esce con Agüita dopo tre anni dall’ultima pubblicazione “Jardín”.

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