Hand Habits – Placeholder

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Dalla mia unica (e non molto recente) lezione di Yoga mi porto dietro questa assurda convinzione che io in fondo, di meditazione, qualcosa ne so.

La sera, quando le luci sono spente e il gatto non occupa a sproposito il fondo del letto, tolgo il cuscino da sotto la testa, stendo la schiena, apro leggermente le gambe e le braccia girando i palmi verso l’alto, e respiro. Di pancia, lentamente e profondamente.

Partendo dal basso ventre fino al petto, e poi al contrario, espiro dal petto fino al basso ventre. Il movimento ripetuto e oscillante mi rilassa. Il piacevole sforzo del pavimento pelvico mi proietta verso distese infinite di dolci colline lussureggianti. Pieni e vuoti, alti e bassi che scivolano morbidi davanti i miei occhi chiusi.

Da questa posizione privilegiata posso credere di essere calma. E posso credere che anche Hand Habits lo sia.

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Rustin Man – Drift Code

Emanuele Chiti per TRISTE©

Il caso vuole che mi ritrovi a scrivere queste righe due giorni dopo la scomparsa di Mark Hollis, voce e leader dei Talk Talk, una mente luminosa che grazie al lavoro con la band londinese aprì tutto un nuovo capitolo nel campo delle sonorità “post” e la decostruzione dei canoni rock.

E proprio in questi giorni è uscito il secondo disco solista del bassista di quello splendido gruppo, Paul Webb. Non troverete questo nome sulla copertina del disco ma Rustin Man, cioè il moniker che scelse tempo addietro quando diede alle stampe il primo disco co-intestato con Beth Gibbons, Out Of Season. Ben diciassette anni fa.

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Steve Gunn – The Unseen in Between


Alberta Aureli per TRISTE©

I don’t like to put myself on this pedestal or anything like that.

C’è una foto piccola di Lansdowne, Pennsylvania dove Steve Gunn è nato.

Al centro della foto un fiumiciattolo circondato da Salici e Pioppi, fronde gialle colorate d’autunno. In fondo, a sinistra, il greto e i tralicci bassi.

Puoi immaginare a piacere la strada vicina e un ragazzo in bicicletta, stivali di gomma alta, un pub mezzo vuoto o un racconto di Carver intero.

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Distance, Light & Sky – Gold Coast

Peppe Trotta per TRISTE©

Squadra che vince non si cambia.

Quando un determinato assetto ti porta ad ottenere ottimi risultati è difficile staccarsene perché si presuppone che ad identica premessa possa corrispondere un ulteriore valido risultato. Ovviamente non sempre le cose vanno così e capita che meccanismi consolidati si inceppino e conducano verso approdi deludenti, a volte anche mestamente fallimentari.

Ciononostante l’assunto di partenza rimane valido e tentare è sempre una possibile via.

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Sara Forslund – Summer Is Like a Swallow

Peppe Trotta per TRISTE©

Accogliente come il mare quieto dell’Inverno, rinfrancante come i raggi del Sole che si fanno strada attraverso un malinconico cielo grigio.

Sa essere rimedio universale il suono, sia che si presenti come semplice riverbero ambientale o che si riveli quale strutturato flusso armonico minuziosamente cesellato. Attraverso di esso si possono costruire rifugi inattaccabili in cui conservare intatte le proprie emozioni, ma per riuscirci è necessario che a scolpirlo sia un animo sensibile, incline alla bellezza.

Non sono quindi molti coloro che possono perseguire tale intento, ma tra questi possiamo certamente includere Sara Forslund.

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Phosphorescent – C’est la vie

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Non è facile stabilire quale evento o quale consopevolezza ci renda adulti.

Non è certo la maggiore età (soprattutto al giorno d’oggi), ma nemmeno il lavoro, nè la separazione dal proprio nucleo familiare. Me lo sono chiesto tante volte perchè io, nonostante l’età, ancora mi sento “figlio”.

Me lo sono chiesto tante volte. Ma una risposta precisa non l’ho ancora trovata.

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Adrianne Lenker – abysskyss

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

È arrivato l’autunno. È arrivata la pioggia.

In verità mi è anche tornata la voglia di uscire e fare cose. Forse proprio perchè la stagione è ripresa a pieno regime. Ma anche perchè è ora di scuotersi di dosso un po’ di torpore accumulato.

Al tempo stesso, però, le giornate uggiose chiamano melodie più introspettive e rilassanti. E se anche voi sentite questo bisogno, abbiamo quello che fa per voi.

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