Damien Jurado – The Horizon Just Laughed

Peppe Trotta per TRISTE©

A volte le parole non vengono, non perché uno non riesca a trovarle ma semplicemente perché non ha voglia di cercarle.

La cosa più saggia in questi casi è arrendersi al proprio silenzio e rimanere in muto ascolto di ciò che accade intorno. Almeno fino quando qualcosa o qualcuno non riuscirà a forzare questo momento di afasia.

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Barbarisms – West In The Head

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Sta arrivando l’Estate.

Anzi, viste le temperature, l’Estate è già arrivata. A Roma si muore dal caldo ed anche nel resto d’Europa il termometro è impazzito: qualche giorno fa ero in Germania ed anche lì i tedeschi avevano già sfoderato pantaloncini corti e ciabatte (stranamente senza calzini). E se pensate di andare più a nord, vi dico già che anche Oslo e Stoccolma fanno segnare temperature che sfiorano i 30°.

Ma proprio dalla Svezia siamo pronti ad accogliere una novità che potrà “rinfrescare” le nostre giornate.

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Jess Williamson – Cosmic Wink

Giulia Belluso per TRISTE©

Io penso che ci siano due tipi di cantanti folk.

Ci sono quelli che vogliono riportarci tutti al giardino dell’eden, lasciando che la nostra essenza fatta “di polvere di stelle” ci faccia stare lì in una sorta di beatitudine eterna, mentre coltiviamo verdure. E non c’è niente di sbagliato in questo.

E poi ci sono cantanti folk che vogliono semplicemente tornare nel giardino dell’eden con l’unico e singolare proposito di cogliere e mordere quel frutto proibito ancora una volta. Ed io non ho alcun dubbio che Jess Williamson appartenga a quest’ultima categoria.

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Hour – Tiny Houses

Francesco Amoroso per TRISTE©

Ci sono momenti della vita nei quali è utile fare il punto della situazione, per meglio comprenderla e per non essere impreparati.

Ieri ho sentito il bisogno, a un certo punto della serata, di andare a controllare sul vocabolario il significato esatto del termine “euforia”. Il Treccani riporta: “Sensazione, reale o illusoria, di benessere somatico e psichico che si traduce in un più vivace fervore ideativo, maggiore recettività per gli aspetti belli e favorevoli dell’ambiente, tendenza a interpretazioni ottimistiche; può essere segno di una reale condizione di perfetta salute, ma talora è connesso con fenomeni per lo più lievi d’intossicazione (da alcol, stupefacenti, ecc.), o con disturbi psichici, o addirittura con stati tossinfettivi gravi.”

Mi sono tranquillizzato, ma fino a un certo punto.

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Bonny Doon – Longwave

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Da sempre, la Primavera mi scopre in difficoltà.

Non solo fisica, a causa del cambio di stagione, ma anche mentale. Ogni anni mi trovo, in questo periodo, con tutta una serie di scadenze (di studio prima, lavorative poi) e preoccupazioni che sembrano magicamente essersi accumulate ed esplose in questo preciso momento dell’anno, mandandomi spesso nel pallone.

È in questi momenti che mi manca tanto il mare.

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Courtney Marie Andrews – May Your Kindness Remain

Francesco Amoroso per TRISTE©

“It’s so easy to laugh
It’s so easy to hate
It takes guts to be gentle and kind”

All’incirca trentadue anni fa, quasi in sordina, gli Smiths cantavano quello che (per me) sarebbe diventato un vero e proprio mantra e un precetto di vita (spesso disatteso, come ogni precetto di vita che si rispetti).

Nel corso degli anni essere “buoni e gentili”, in un mondo che premia coloro che ridono e odiano, è diventato un atteggiamento che sempre più va a discapito proprio dei puri di cuore, degli onesti (senza h) e di coloro che si permettono di essere deboli, una sorta di motivo di scherno (basti pensare all’orribile neologismo ”buonista” utilizzato, naturalmente, sempre a fini denigratori).

E, a maggior ragione, la bontà e la gentilezza devono essere dei fari in questa notte, delle ancore cui aggrapparsi con tutte le forze nella tempesta di questo oscuro medioevo di ritorno.

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S. Carey – Hundred Acres

Peppe Trotta per TRISTE©

Foto di paesaggi urbani innevati, sorrisi e lamentele per condizioni climatiche a cui non si è abituati.

C’è un generale straniamento nell’etere (virtuale) che rimbalza da giorni investendo chiunque non rimanga rinchiuso nel proprio guscio, un senso di scollamento che personalmente provo soltanto perché qui dove vivo io, distante ma non troppo, si comincia invece a percepire già qualche sentore della primavera in arrivo, che puntualmente smusserà le rigidità invernali con l’usuale dolcezza che ne segna lo sbocciare.

Una transizione morbida che trova profonda assonanza nelle atmosfere del nuovo lavoro di S. Carey.

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