The Jesus And Mary Chain – Psychocandy

Francesco Amoroso per TRISTE©

Probabilmente di Psychocandy, primo album dei Jesus And Mary Chain, a quasi trent’anni dalla sua uscita, si è già detto tutto. E anche all’epoca, ascoltare l’esordio dei fratelli Reid non è che rendesse nessuno automaticamente un grande scopritore di talenti: oltremanica se ne parlava ovunque e anche da queste parti non era certo passato inosservato.

Quando si tratta di ricordare, però, le esperienze individuali sono quelle che contano. E, vi assicuro, il 1985 non è stato uguale in tutto il mondo. Allora, senza la rete, per ascoltare nuove band e nuovi suoni ci si doveva affidare alle riviste musicali e a qualche encomiabile programma radiofonico. E quello era solo l’inizio. Per riuscire finalmente a mettere le mani su un vinile (non ero hipster neanche allora ma gli altri supporti non esistevano, ad eccezione delle cassette, che facevano già schifo a quei tempi) a volte trascorrevano mesi, se non anni.

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Blueboy – If Wishes Were Horses (Sarah Records, 1992)

Francesco Amoroso per TRISTE©

“Nothing is purer than intense beauty”.

Era difficile, nei primi anni novanta, per un post adolescente maschio italiano, per di più residente in provincia, manifestare i propri sentimenti e la propria nostalgia verso l’infanzia, senza rischiare di essere etichettato come una femminuccia.

Così, mentre tutti i miei coetanei scapocciavano ascoltando i Nirvana e il grunge (e si ammazzavano di canne), personalmente mi trovavo in qualche imbarazzo a urlare ai quattro venti la mia sconfinata passione per la Sarah Records,  piccola etichetta di Bristol, e per le sue straordinarie band, The Field Mice, Brighter, Blueboy, The Orchids.

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