Gregory Porter @ Auditorium Parco della Musica (Roma) – 20/03/2013

Era verso la fine di agosto dell’anno scorso. Ultimi giorni di mare nella mia città natale. Lontano da Roma, dalla città, dall’afa. Io negli ultimi giorni di ferie, però, non sto tanto bene. Comincia a salirmi l’ansia delle cose lasciate indietro (diciamo che è un pò di senso di colpa). Ero in macchina, tardo pomeriggio e stavo andando verso casa di un amico. Radio accesa. Un pò nervoso. Un pò con la testa a troppi pensieri. Ma poi ho sentito quella voce. La stessa voce che finalmente ho sentito dal vivo questa sera. Ho fermato la macchina. E mi sono calmato.

GregoryPorterPaintingQuesto è, principalmente, un sito che parla di musica indie e dintorni. Ma io devo ammettere che da sempre ho una grande passione per il jazz. Per questo non ho potuto perdermi l’arrivo a Roma di Gregory Porter, nuova incredibile voce del jazz contemporaneo. Il nostro ha all’attivo due album: il primo, lo splendido Water (2010), gli ha consegnato addirritura un Gremmy come Best Jazz Vocal album; il secondo è invece uscito lo scorso anno ed è intitolato Be Good.

Anche quest’ultimo è uno splendido disco. Splendido perchè Gregory Porter sa mescolare in modo incredibile jazz e soul trasportando l’ascoltatore sulle note della sua voce baritonale. E dal vivo questo è ancora più lampante. Così come è lampante che oltre alla bravura della band in una composizione squisitamente jazz, Porter riesce a dare ad i suoi pezzi quel tocco melodico degno di un Nat King Cole o (mi sbilancio) di un Donny Hathaway.

Il concerto è aperto dalla dolcissima Painted on Canvas. Già dopo pochi pezzi l’incombenza del singolone “pop” Be Good (Lion’s Song) (pezzo incredibile. E’ quello che mi ha fatto inchiodare la macchina.) viene liquidata, per scivolare, attraverso virtuosi assoli e delicate melodietra i pezzi dei due album: Mother, Skylark, 1960 What? e una delle mie preferite, On My Way To Harlem, sono solo alcune delle canzoni suonate in questa splendida serata di musica.

Un voce magnifica. Un concerto delicato e al tempo stesso carico di energia. Un consiglio: ogni tanto ascoltatevelo un pò di jazz.

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