The Comet Is Coming @Monk – Roma, 10/05/2019

Foto di Davide Tozzo

Emanuele Chiti per TRISTE©

Il pericolo hype ingiustificato per un qualunque nuovo progetto che venga da Londra e che veda tra le sue caratteristiche rimandi al jazz e al funk più o meno di “settantiana” memoria, è dietro l’angolo.

Sui The Comet Is Coming, comunque, un primo indizio a favore si intuisce appena si vede chi ha pubblicato l’ultimo disco, Trust In The Lifeforce Of the Deep Mystery: la Impulse Records, che in ambito jazz (e non solo) non ha assolutamente bisogno di ulteriori presentazioni.

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Rozi Plain – What a Boost

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Uno dei momenti di più grande stupore che ricordo dell’infanzia è quello della prima volta in cui vidi l’alba.

Ero in macchina con mio padre, partiti presto per un suo viaggio di lavoro. Attraversavamo la campagna e all’orizzonte, piano piano, un bagliore flebile iniziò a farsi strada nel buio. Avevo sempre visto il giorno farsi gradatamente notte, ma mai il contrario. L’emozione di vivere questo momento fu molta, tanto che mio padre, negli anni, me l’ha spesso ricordato quasi prendendomi in giro.

Non ricordo se e cosa stesse passando alla radio in quel momento (probabilmente un giornale radio), ma What a Boost sarebbe stata l’ottima colonna sonora.

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Ezra Collective @Monk Club – Roma, 22/07/2018

Agnese Sbaffi per TRISTE©

In ritardo come al solito arriviamo al concerto degli Ezra Collective al Monk.

Al volo prendo una birra prima di entrare e il ragazzo al bar mi dice che “il gruppo spalla” ha iniziato da qualche minuto. Il suo gruppo spalla è il mio main event della sera e quei pochi minuti di ritardo mi pesano come un macigno quando mi rendo conto che hanno aperto proprio con The Philosopher, brano presente nel loro ultimo lavoro Juan Pablo: The Philosopher.

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Tram Cops – Even in My Dreams

Sara Timpanaro per TRISTE©

A cosa serve il passato?

Ci chiediamo spesso cosa abbiamo fatto in passato: cosa è successo qualche tempo fa, quale progetto abbiamo in testa su noi stessi. Persino Facebook si dedica al passato.

Insomma come la metti la metti, il passato racconta e narra qualcosa di te e non puoi assolutamente ignorare questo fatto.

Ieri è lo specchio di oggi.

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Portico – Living Fields

Cambiare direzione è sempre un dilemma. Chi lascia la via vecchia per la nuova… Però contemporaneamente cambiare può aprire nuovi orizzonti e prospettive.

Ma visto che i nostri avi ci insegnano che In medio stat virtus, anche a questo dilemma possiamo trovare una soluzione: cambiate, sì, ma non troppo.

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Departure Ave – YARN

Peppe Trotta per TRISTE©

Alla disperata ricerca di un adattatore poco diffuso ma esistente. Ho cercato in tutti i mega-super-ultra centri delle grandi catene di elettrodomestici, sono andato nei negozi specializzati cittadini. Ho raccolto risposte di tutti i tipi: “non ce lo abbiamo” (gli onesti), “non esiste” (i presuntuosi o semplicemente bugiardi).

Poi per caso entro nel negozio buio di in un piccolo rivenditore del mio paese ed… eccolo! Dove meno te l’aspetti trovi quel che cerchi!

Oggi voglio parlarvi di un disco che mi ha fatto ugualmente esclamare “eccolo!”, un disco che mi ha riconciliato con una parte della scena musicale di casa nostra.

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Sondre Lerche – Please

Trarre ispirazione dalle delusioni, amorose e non, è un clichè abbastanza comune di molti artisti. Il risultato, in genere, sono canzoni strappalacrime e/o melanconiche sul quanto era bello (o brutto) prima e molte altre variazioni sul tema. Da relazioni terminate sono nati grandi capolavori (ma anche robaccia).

Meno comune è invece tirar fuori un disco che, pur senza andare off topic, riesca ad infondere tutt’altro mood. Per la serie “manuali di musica pop”, Sondre Lerche e il suo nuovo album. Please, ascoltate con attenzione.

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