Clay Hips – Happily Ever After

Francesco Amoroso per TRISTE©

Breve lezione d’Inglese: esiste una splendida espressione nella lingua inglese che mi piacerebbe spesso utilizzare, ma che è estremamente difficile da tradurre.

Potrei usare “prova d’amore”, ma ho paura che ai più anziani ricorderebbe solo la famosa reclame di un condom. Potrei provare con “questione di cuore”, ma sembrerebbe più il titolo di qualche film o romanzo senza grandi ambizioni. Potrei accontentarmi di “gesto d’amore”, però temo che potrebbe richiamare più l’estremo sacrificio di un santo cattolico o il moto d’affetto di una nonnina per il proprio cucciolo.

L’espressione è “labour of love” e, vista la mi incapacità a trovarne un’adeguata traduzione italiana, mi limiterò ad un esempio.

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Courtney Barnett – Tell Me How You Really Feel

Sara Timpanaro per TRISTE©

Quando incontriamo qualcuno, generalmente dopo il ciao segue sempre il come stai.

Ma difficilmente diciamo come ci sentiamo e quello che proviamo realmente, ci limitiamo a dire un semplice “bene”, anche quando, a volte, saremmo molto propensi nel rispondere il contrario.

Cosa fa di un narratore un buon narratore? La sua totale semplicità e naturalezza nell’entrare in contatto con delle parti più oscure e malinconiche di sé? Riuscire ad esprimerle senza preoccupazioni?

Tutti questi elementi, credo. Perché in fondo esporsi non sempre è indice di qualcosa di negativo.

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Illuminati Hotties – Kiss Yr Frenemies

Giacomo Mazzilli per TRISTE©.

Vieri, spesso, mi prende in giro dicendo che mi sono fermato al 2005. Ed anche se a volte cerco di sorprenderlo con Kali Uchis, Maria Antonietta e tanti altri, devo ammettere che, spesso, ha ragione.

Ma non mi sono fermato al 2005, bensì al 2007, anche se nella mia collezione di vinili ci sono Illinois, Silent Alarm, I’m Wide Awake It’s Morning ed Alligator, a confermare la sua accusa piuttosto che la mia incolpevolezza. Continua a leggere

Bonny Doon – Longwave

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Da sempre, la Primavera mi scopre in difficoltà.

Non solo fisica, a causa del cambio di stagione, ma anche mentale. Ogni anni mi trovo, in questo periodo, con tutta una serie di scadenze (di studio prima, lavorative poi) e preoccupazioni che sembrano magicamente essersi accumulate ed esplose in questo preciso momento dell’anno, mandandomi spesso nel pallone.

È in questi momenti che mi manca tanto il mare.

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Kali Uchis – Isolation

Giacomo Mazzilli per TRISTE©

Nel pieno dei miei 4 anni spesi a studiare le neuroscienze (in particolare la psicofisica della percezione visiva), ho avuto la fortuna di passare un po’ di tempo in giro per il mondo a presentare le mie ricerche.

In particolare, ricordo con piacere le due volte in cui passai del tempo in Florida, nella più importante conferenza del settore a Naples (VSS), dove non esistono pizzerie decenti e tutto è progettato per permettere alla gente di utilizzare il servizio “Drive”: la farmacia drive, Wendy’s drive, bancomat (ATM) drive, Walmart drive.

Cercherò i servizi igienici drive la prossima volta.  Continua a leggere

Insecure Men – s/t

Francesco Giordani per TRISTE©

Con ogni probabilità lo avrete letto.

Il settimanale New Musical Express (o NME, dir si voglia), a sessantasei anni dal suo glorioso debutto nella edicole inglesi ha deciso di porre fine una volta per tutte alla propria edizione cartacea, continuando ad esistere esclusivamente come magazine digitale.

Mi verrebbe da commentare: la fine di un’epoca, se solo questa frase non suonasse alle mie orecchie imperdonabilmente imprecisa, dal momento che di epoche che finiscono qui ce ne n’è molte più d’una, con tutta evidenza.

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Courtney Marie Andrews – May Your Kindness Remain

Francesco Amoroso per TRISTE©

“It’s so easy to laugh
It’s so easy to hate
It takes guts to be gentle and kind”

All’incirca trentadue anni fa, quasi in sordina, gli Smiths cantavano quello che (per me) sarebbe diventato un vero e proprio mantra e un precetto di vita (spesso disatteso, come ogni precetto di vita che si rispetti).

Nel corso degli anni essere “buoni e gentili”, in un mondo che premia coloro che ridono e odiano, è diventato un atteggiamento che sempre più va a discapito proprio dei puri di cuore, degli onesti (senza h) e di coloro che si permettono di essere deboli, una sorta di motivo di scherno (basti pensare all’orribile neologismo ”buonista” utilizzato, naturalmente, sempre a fini denigratori).

E, a maggior ragione, la bontà e la gentilezza devono essere dei fari in questa notte, delle ancore cui aggrapparsi con tutte le forze nella tempesta di questo oscuro medioevo di ritorno.

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