The Flaming Lips – The Terror – 2013

Il nome Flaming Lips riporterà alla mente di molti di voi una band dai suoni pop a volte noise, da sempre basati su soluzioni psichedelico/sperimentali. A me invece ricorda da subito uno dei supereroi meno riconosciuti e rispettati al mondo: Yoshimi.

Entrare nel mondo dei Lips è un po’ un viaggio a senso unico nei meandri di menti che da sempre si sono sentite libere di sfruttare tutte le loro grandissime capacità creative, prendendosi gioco degli standard compositivi della musica pop. Degli outsider che però non sono mai caduti sotto il peso delle loro elucubrazioni strumentali/mentali confezionando negli anni un prodotto costantemente piacevole, innovativo e con quell’attitudine fancazzista/giocosa che ci piace tanto.

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Questa volta però, c’è qualcosa di diverso nell’aria, una vena di malessere che aleggia sopra buona parte delle tracce dell’album, dalla title track The Terror, passando per You Are Alone, Be Free, A Way, You Lust, Butterfly, How Long It Takes To Die. Forse sarebbe più appropriato dire che questa vena malinconia è presente in tutto l’album, a testimonianza del fatto che qualcosa di stravolgente è successo alle due teste a capo del progetto Flaming Lips: Wayne Coyne (cantante e leader) si è separato dalla compagna dopo 25 anni, e Steven Drodz (polistrumentista tuttofare) è finito nuovamente fra le braccia di Scilla (alcool) e Cariddi (eroina).

La finale Sun Blows Up Today rende ancora più chiara l’idea della cupezza introspettiva del disco, con le sue ritmiche forzate quasi a voler rappresentare una maschera di spensieratezza per poter concludere l’album con un pizzico di speranza per il futuro.

Un album bellissimo, che sorprenderà i fans di lunga data e che sottoporrà tutti a lunghi ascolti prima di farne comprendere appieno il significato.

Voto 8. All you need is Love.

PS= il link qui sotto non è presente nell’album ufficiale, ma lo era in quello che ho trovato io. A parte essere una delle migliori cover dei Beatles mai realizzate, credo riesca a sintetizzare il messaggio che Wayne Coyne ha voluto rendere in questo album.

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