Kalle Mattson @Unplugged In Monti @Black Market – Roma, 9/12/2014

Marica Notte per TRISTE©

Natale si sta avvicinando. Da grandi non lo si sente più di tanto, almeno non con quella frenesia infantile che riempiva ogni angolo di casa con canti, giochi e un costante attaccamento fisico ai propri genitori e una particolare devozione per la scuola. D’altronde quale occasione migliore per riuscire ad avere quello che si desiderava?

Ora da adulti, almeno per me, ci si rende conto che il venticinque Dicembre sta arrivando perché le strade si popolano di tantissimi Babbo Natale (a volte anche in versione femminile),  di luci colorate, di  persone che fissano le appariscenti vetrine, e perché il vento freddo inizia a farsi sentire e con esso gli odori di dolci e castagne che riempiono l’aria.

Io non chiedo molto per Natale. Mi piacerebbe soltanto che si avverasse questo piccolo e semplice desiderio: che durante la notte, per qualsiasi motivo, svegliandomi mi accorga che fuori, a pochissimi metri dalla mia stanza, la neve inizi a cambiare colore alle cose, dai tetti alle strade e agli alberi. Soltanto questo. Solo un pò di neve.

KalleMattson_uimNon tanta come in Canada però, dove a detta di Kalle Mattson, bravissimo cantautore canadese incontrato due sere fa sul palco di Unplugged in Monti, nel suo paesino Sault Sainte Marie (Ottawa, Ontario) la neve supera quasi mezzo metro d’altezza.

Kalle Mattson, seppur giovanissimo (classe 90′), dimostra di avere sin dalle prime note una professionalità e una capacità d’intrattenimento che nulla ha da invidiare ai veterani del mestiere.

Dai volti in salotto si capiva che A Love Song to The City e Amelie, entrambe presenti nell’ultimo meraviglioso album Someday, The Moon Will Be Gold (2014), sono entrante negli animi dei presenti con profonda intensità, riscaldando l’atmosfera e dando l’impressione che il tempo si fosse fermato per un istante. Il tocco delicato della chitarra, (fatta eccezione per un paio di brani del mood più rock), il suono importante e allo stesso tempo dolce della tromba e la voce quasi sommersa nei ricordi hanno azzittito i bisbigli iniziali. Eravamo tutti con Kalle.

In patria Mattson ha ricevuto importanti premi di riconoscimento per la cura, l’attenzione e l’intelligenza del suo lavoro, tanto da ricevere il SOCAN’s (Songwriter of the Year, Northern Ontario Music Award’s) e il Polaris Music Prize (2014) per Someday, The Moon Will Be Gold. Nel 2012 il bellissimo video Water Falls è stato riconosciuto come miglior (come direbbero gli americani cool) video dell’anno dall’Huffington Post.

Di sicuro Kalle Mattson farà ancora parlare di sé. Noi continueremo a seguirlo, perché ha ancora tanto da raccontare.

Per gli Auguri, invece, è ancora presto.

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