Rome Psych Fest, day 2 @Monk Club – Roma, 18/11/2017

Emanuele Chiti per TRISTE©

Quando una cosa funziona te ne accorgi, banalmente, da quanta gente se ne rende conto.

Ed è stato davvero sorprendente vedere la risposta del pubblico romano all’ultima edizione del Rome Psych Fest, in particolare la seconda serata dove si è potuto osservare un meraviglioso “tutto esaurito”.

Il tutto è frutto dell’ottima organizzazione e promozione del gruppo di lavoro alle spalle dello Psych, fatto di proposte interessanti, incessante movimento fatto dietro a questa sigla che oramai abbiamo imparato tutti a conoscere e soprattutto tanta tanta buona musica.

Buona e varia, c’è da sottolineare.

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Portico Quartet @Monk Club – Roma, 20/10/2017

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

L’automazione sta sempre di più invadendo ogni aspetto delle società umane e del vissuto dei singoli individui.

Come “parte in causa” anche io mi trovo a partecipare (ed organizzare, come lo scorso Settembre a Lisbona) eventi che trattano del rapporto tra tecnologia (e più in particolare intelligenza artificiale) e società.

Fortunatamente, però, a parte qualche curioso tentativo, per ora i concerti li fanno ancora le persone in carne ed ossa.

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Timber Timbre @Monk Club – Roma, 30/09/2017

Emanuele Chiti per TRISTE©

La vita è fatta anche di occasioni mancate, di casi strani, di destino avverso.

Personalmente, una serie di concause non mi hanno mai portato ad assistere ad un concerto dei Timber Timbre prima di sabato scorso, quando i cinque canadesi sono calati, all’interno di un corposo tour italiano, presso il Monk di Roma, ormai un po’ l’epicentro di tutto quello che si muove in ambito “alternative” nella Capitale.

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Nadia Reid @Casa Independente – Lisboa, 22/09/2017

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Una delle cose belle del mio lavoro è il fatto che spesso mi porta in giro per il mondo.

A volte anche molto lontano, altre volte più vicino. Il Portogallo non è solo vicino come distanze. Lo è anche come cultura, cibo e bevande.

E per me che sono cresciuto a mezzo km dalla Liguria, lo è un po’ anche per l’accento.

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Benjamin Clementine @Auditorium Parco della Musica – Roma, 25/07/2017

Marica Notte per TRISTE©

D’un tratto il vento sta portando nuvole sul cielo di Roma (chissà prima dov’erano), ma sembra quasi che non ci sia del tutto la voglia di lavare questa città sporca di delusioni.

Si mescolano, al tumulto della frenesia, le note di non so bene chi, emesse dalla radio di una macchina parcheggiata in sosta vietata (dalla finestra di casa riesco a vedere buona parte della via). Ma in strada tutto è permesso: è concesso trasformare e ribaltare i permessi in divieti, il legale in illegale, il visibile in invisibile, la parola in mimo e il mimo in occhiate sfuggente.

Sulla strada porzioni di mondo abitano senza dare troppo nell’occhio. Ci sono individui che vivono solo con il cielo (con le mattine e le sere, le primavere e gli inverni) sulla testa, e forse con speranze che nutrono in realtà la consapevolezza di un presente che non ha intenzione di mutare.

Ma a volte la strada è davvero un punto di partenza per arrivare chi sa dove, e Benjamin Clementine è arrivato a Roma partendo da lontano.

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Peter Broderick + David Allred @Unplugged In Monti @Black Market – Roma, 9/6/2017

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Un ricordo di quando ero più giovane è legato alla televisione.

L’arrivo dell’Estate era segnalato (e lo è tutt’oggi, solo che ora ci faccio molto meno caso) dal cambiamento del palinsesto. Programmi che ci avevano accompagnato per tutta la stagione andavano anch’essi in “vacanza”, per lasciare in genere spazio a “fondi di magazzino” che riempissero la stagione estiva in cui “tanto la gente sta meno in casa”.

Anche quest’anno è arrivata l’Estate, e dopo l’ultimo live di stagione anche Unplugged in Monti va in vacanza.

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Whitney @Monk Club- Roma, 7/6/2017

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Siamo all’inizio dell’estate e a Roma fa già molto caldo, i grandi festival europei portano in tour molte band d’oltreoceano e io non vedo l’ora di andare al mare.

Le tre cose non sembrano necessariamente collegate, ma la prima fa sì che la sera abbia ancora più voglia del solito di uscire per assistere a qualche concerto, la seconda che possa vedere band che non girano tutti i giorni in Italia e la terza che io voglia (in assenza del mare) sentire qualcosa di “fresco”.

Il concerto degli Whitney al Monk può essere il giusto riassunto di tutto questo.

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