Cross Record – Wabi-Sabi

Sara Timpanaro per TRISTE©

Un buon disco a volte non si esaurisce nel mero ascolto delle tracce. La bellezza sta anche nel capire quale storia si nasconde dietro. E non mi riferisco solo alle copertine, o girare il cd per capire cosa nasconde (battutaccia).

Dall’ultimo lavoro dei Cross Record, ho imparato diverse cose (momento serietà).

CrossRecord_WabiSabiLa prima: il nome dell’album, Wabi-Sabi, che ho scoperto essere la visione del mondo giapponese, e più nello specifico l’accoglimento della transitorietà delle cose.

“Wabi” e “Sabi” non si traducono con facilità, ma si deduce che il primo si riferisce alla solitudine della vita nella natura, lontano dalla società, mentre “Sabi” significa “freddo”, “povero”, anche se dopo qualche secolo questo stesso termine ha assunto un significato diverso, diventando espressione di bellezza e serenità che accompagna l’avanzare dell’età.

I Cross Record sono formati da Emily Cross, americana di nascita, che scopre il suo amore per la musica durante gli studi universitari in Irlanda,  e dal marito Dan Duszynski, che apre il suo primo studio (Big Gold) a Chicago con Jonathan Alvin (produttore di colonne sonore).

Dan decide di dedicare più tempo alla sua band T.I.M.S (This is Me Smiling), ma quando le cose con il gruppo rallentano, fonda la Dandysounds recordings, nella cantina della madre, e dopo diversi trasferimenti da un posto all’altro trova il suo luogo felice in Texas, al Moon Phase Ranch.

Il Moon Phase è un ranch di 18 acri con un pollaio e vicino ad un rifugio per uccelli, ed è il luogo dove questi due giovani artisti vivono e creano musica. Lo stesso album Wabi-Sabi è stato registrato al Moon Phase tra il 2014 e il 2015.

Alternandosi tra lavori come cameriera, commessa e babysitter, Emily Cross realizza questo lavoro che esprime la sua forte passione per l’arte (ha studiato alla Burren College of Art in Irlanda). Ad esempio, la copertina dell’album è una foto scattata da Emily stessa, dopo aver trovato due scorpioni nella vasca da bagno.

Il tema di Wabi-Sabi è legato al suo stesso significato: dopo un periodo di vita di coppia nella città di Chicago, famosa per i suoi imponenti edifici e che oggi vanta il secondo  più alto grattacielo d’America, volevano con questo disco esprimere l’adattamento ad ambienti diversi e lontani dal frastuono cittadino.

La maggior parte della registrazione dell’album è avvenuta durante le prime ore del mattino, decorate dalle albe arancioni, e al crepuscolo. Tali atmosfere hanno formato il “cuore” di Wabi-Sabi.

Ascoltando questo bellissimo lavoro non si può non notare come ci sia una contraddizione armoniosa tra la voce eterea e dolce di Emily e certe “schitarrate” di spessore (come in Steady Waves), il tutto condito da suoni elettronici e tamburi (come in Wasp in Jar) che creano una atmosfera decisamente “cupa”.

L’album è introdotto da The Curtains Part, che sembra una interpretazione teatrale, un modo a per introdurre l’ascoltatore nel Moon Phase Ranch e nel mondo decisamente artistico di questa coppia. Segue High Rise (una delle mie preferite) dove è percepibile questa scissione ora irrequieta e inquietante, e poi d’improvviso tranquilla e gentile.

La seconda cosa che ho imparato: che c’è sempre qualcosa che stupisce e insegna.

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