Plastic Farm

Ad Ottawa c’è una piccola collina nel mezzo della città. Su quella che una volta si chiamava Barrack Hill, sorge oggi il parlamento canadese: un insieme di bei palazzi in revival gotico che danno le spalle al fiume.

Di fronte a questi palazzi, una volta mi trovai a piangere durante la commemorazione di non ricordo quale anniversario della nazione canadese. Non perchè ami le manifestazioni patriottiche (e tra l’altro non era proprio quello il caso), ma perchè avevo la percezione che le immagini di integrazione e serenità proiettate sulla mura di quei palazzi rispecchiassero effettivamente la serenità di quel popolo.

Ma questa è un’altra storia.

PlasticFarmDal Canada, e da Ottawa, arrivano anche Michael Watson e il suo progetto solista Plastic Farm. Dopo tre pezzi usciti a luglio 2014, alla fine dello scorso Gennaio ha rilasciato un nuovo “trittico” che ci ha particolarmente incuriositi.

Registrati nel suo scantinato (i tre brani precedenti provenivano invece dalla camera da letto), i nuovi pezzi di Michael sembrano effettivamente scavare nel profondo dell’artista viaggiando sulla doppia-traccia del songwriting e dello shoegaze.

Il “basement-pop” targato Plastic Farm è evocativo e riflessivo al tempo stesso. Atmosfere rarefatte e malinconiche accompagnano le riflessioni in versi dell’artista canadese.

“Maybe I am too self involved / I’ll wait and see but for now I’m drowning”, così canta Michael nel primo dei tre brani (Self Involved), e questa voglia di guardarsi dentro è il filo conduttore dei suoi pezzi.

Per la serie “l’erba del vicino è sempre più verde”, ciascuno di noi avrà sempre l’impressione che da qualche altra parte troverà qualcosa di migliore rispetto a quello che ha adesso sotto mano. E se nel caso del Canada probabilmente è vero (sto ancora aspettando investitura ufficiale da parte dell’ente Canadese del turismo) è altrettanto vero, come dice Alain de Botton, che viaggiare e “scappare” non serve a nulla perchè vi porterete sempre dietro la persona peggiore: voi stessi.

A volte però è bene non fissarsi troppo. A volte è bene cambiare aria. Per non affogare.

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