Sea + Air @Arci Ohibò – Milano, 13/02/2016

Sara Timpanaro per TRISTE©

Alla vigilia di San Valentino mentre io ero truccata da semaforo per il sabato del carnevale secondo il rito ambrosiano (io ero il rosso, e su questo non voglio aggiungere altro) sul palco dell’Arci Ohibò si è esibita la coppia che rappresenta l’ideale d’amore (per me).

Sea+Air, eccovi la nostra review.

SeaAir_OhiboMarito e moglie, polistrumentisti entrambi, provenienti dalla Germania, insieme da 12 anni e diventati un duo da poco tempo. Sie—lei in tedesco – Eleni Zafiriadou, Greca + Er—lui Daniel Benjamin—Tedesco, creano non solo un gioco di parole con Sea+Air (Sie+Er), ma utilizzano anche due elementi caratteristici (queste che seguiranno sono solo mie pippe mentali): dall’inglese, appunto, Acqua e Aria.

Il primo è un elemento attivo, il secondo è passivo, insomma per farla breve l’acqua rappresenta il femminile per eccellenza, mentre il segno d’aria è legato alla figura maschile. Dopo queste belle pippe mentali, che solo un single a San Valentino può fare, veniamo al concerto.

I Sea+Air (di cui già vi avevamo recensito un live romano) portano in tour l’ultimo lavoro Evropi (2015, Glitterhouse Records). Aprendo il concerto con We All Have To Leave Somebody, il palco colmo di strumenti musicali con un candelabro al centro, hanno entusiasmato il pubblico dell’Ohibò con testi letti in italiano, utilizzati per spiegare il significato di alcuni brani. Tra motti di spirito con il pubblico, hanno anche eseguito in playback, in un momento molto divertente, We Understand You.

Non hanno solo “giocato” con la gran varietà di strumenti musicali, dimostrando un grande amore per la musica, ed una spiccata abilità musicale passando dal clavicembalo (strumento classico, suonato da Eleni, determinante nel loro sound) a batteria, chitarra elettrica, tastiera e tanto altro, ma sono riusciti anche a regalare momenti di intimità con il pubblico restituendo quel calore che solo chi ama quello che fa può dare.

Il mix che la band ha dato vita sul palco dell’Ohibò è stato qualcosa di insolito. Avevo deciso di non ascoltare nulla dei Sea+Air, volevo essere una spettatrice senza memoria e senza desiderio (citazione di A. Bion, cioè senza condizionamenti). Il risultato è stato disarmante: ho avuto la sensazione che i suoni avessero qualcosa di tramandato da generazioni precedenti, un atto d’amore quindi, per tutti noi che abbiamo assistito ad una performance penetrante e sagacemente ornata da momenti rock accattivanti, così come da brani pop sperimentali e romantici.

Per me questo concerto è stato l’incontro di due voci, diventate rappresentative della complicità che solo tra due amanti può esistere, e che solo l’amore può muovere. Per quanto riguarda me e la mia faccia rossa come una appena rientrata dalle Barbados, la serata si è conclusa splendidamente con due degne accompagnatrici: giallo e verde! Go!

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