Alvvays – Antisocialites

Giacomo Mazzilli per TRISTE©

A volte bisogna fare i conti con la propria superficialità, limitarsi alle apparenze, basarsi sulla prima impressione. Fa male ammetterlo, ma lo facciamo tutti.

Come quando ho pensato che fosse una buona idea di mandare tutto all’aria e cambiare mestiere. E ciononostante, l’ho fatto ancora due volte (che arrivi pure la terza?). Continua a leggere

Annunci

Feist – Pleasure

Albert Brändli per TRISTE©

Nel nostro vocabolario il termine “Piacere” ha così tante definizioni che ci si potrebbe perdere un giorno intero per leggerle tutte.

Pleasure è il titolo dell’album che Feist ha appena pubblicato dopo un silenzio durato circa sei anni, certamente non trascorso bivaccando.

Continua a leggere

Mac DeMarco – This Old Dog

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Un articolo del Guardian di qualche tempo fa (lo trovate qui) analizzava come la continua corsa dietro il tempo (o meglio, per riempire il tempo) e per l’efficienza stia rovinando le nostre vite.

E’ molto difficile, al giorno d’oggi, non sentire la pressione del “potrei/dovrei fare di più”. Ed anche i week end o le ferie diventano frustranti se non risultano, in qualche modo, produttivi.

Non nego di avere anche io questo problema, e per questo di invidiare moltissimo il mio caro amico Giacomino (da Giugliano in Campania) per la sua capacità di prendere le cose (tutte le cose) con estrema calma e rilassatezza.

Sì Giacomo, ti invidio un sacco. Tu e Mac DeMarco.

Continua a leggere

Timber Timbre – Sincerely, Future Pollution

Albert Brändli per TRISTE©

Chi di noi – anche per una sola volta – non ha immaginato di vivere in un altro periodo storico-musicale che non sia quello in cui viviamo?

Io, per esempio, ho spesso immaginato di vivere a cavallo tra i 70′ e gli 80′, gli anni della disco dei bee gees, donna summer, gloria gaynor (per citarne qualcuno) ma anche gli anni in cui il rock non sarebbe stato più lo stesso.

Gli anni in cui nascevano i Cure, i Joy Division, i Bauhaus.

Continua a leggere

Leif Vollebekk – Twin Solitude

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

A mio avviso la cosa più bella del viaggiare è il mangiare i piatti tipici del posto in cui ti trovi.

Se la mia fissazione per il cibo è anche a voi ormai risaputa (in parte anche dalla mia bilancia), in questo caso è legata al fatto che, da buon Italiano, ritengo che uno dei modi migliori per comprendere a fondo la cultura di un luogo è assaggiare il cibo che la gente è solita mangiare: le tradizioni culinarie possono infatti dire molto della storia e del tessuto sociale di un certo posto.

E ovviamente anche la musica.

Continua a leggere

Preoccupations – Preoccupations

preoccupations_preoccupationsDa sempre l’arma dell’indignazione può essere un forte strumento per alzare polveroni mediatici. Anche un po’ gratuiti.

Succede ancora più spesso al giorno d’oggi, dove fatti, dichiarazioni, filmati e vignette sono decontestualizzati e commentati e ricommentati di pancia su social network e altri media dal rapido consumo.

A volte sacrosanta (ed anzi, spesso poco usata quando ce ne sarebbe davvero bisogno), l’indignazione è spesso figlia di (falso) perbenismo e chiusura mentale, a cui è bene contrapporsi con fermezza e buone argomentazione.

Dire “non sapevamo bene di cosa stessimo parlando” non è invece un buon esempio di risposta.

Continua a leggere

Twin River – Passing Shade

TwinRiver_PassingShadeSara Timpanaro per TRISTE©

Ricordo che da bambina, quando giocavo da sola, a volte mi ritrovavo a rincorrere la mia ombra. Mi divertivo un casino a girare come una trottola sotto il sole caldo della mia isola, credevo fosse magico vedere quella parte di me che non avrei preso mai  e che paradossalmente ero io stessa a proiettare.

Si, ho iniziato presto a farmi le pippe mentali: questo ricordo mi ha aiutata a ricostruire la faccenda. Ed era inevitabile per me riportarlo alla memoria
non appena ho letto il titolo del secondo album dei Twin River: Passing Shade.

Continua a leggere