Woods – Love Is Love

Sara Timpanaro per TRISTE©

E’ indubbio che viviamo dei tempi davvero incerti.

Tempi che hanno la colonna sonora dell’ansia, della rabbia. Rullano al tempo di psicosi collettiva e di una politica spesso sorda per ascoltare questi suoni. I tempi delle proteste e dissensi pacifici però sono ancora vivi e forse lo spirito di una generazione che ha voluto cercare di cambiare il mondo esiste ancora.

I Woods hanno scritto, arrangiato e registrato la propria protesta pacifica nel loro decimo album Love Is Love, un album che da voce ad una visione triste ed incerta della vita ed un disperato bisogno di unione e supporto tra le persone.

La band ha voluto esplorare l’unicità umana, chiedendosi il senso dell’amore (in senso lato) e cosa possiamo farne di questo sentimento anche nel nostro futuro. Soffermandoci sul titolo dell’album potremmo pensare che tratti dell’amore romantico, invece i Woods scrivono e registrano l’album dopo le elezioni del 2016 in America, dando vita ad un messaggio politico forte e chiaro, come si evince in Bleeding Blue: “Have you heard the news? Hate can’t lose I heard a voice inside me say, If we want love, hate can’t stay”.

I testi di Jeremy Earl, voce del gruppo, sono una meditazione sull’amore. L’album infatti inizia e termina con Love Is Love e Love Is Love (Sun on Time) dove la frase “Say that love is love“ si ripete esattamente come un mantra per la durata dei brani. Lo scenario un pò apocalittico creato dalla struggente Hit That Drum, che coglie il tema conflittuale della scelta tra il desiderio di restare e quello di andare via, esalta la vergogna della fuga:  “You can hang your head in shame, I won’t be hanging mine”.

Love Is Love declina il suo messaggio di incertezza e speranza in 31 minuti, parole dense di profondità che prendono vita in semplici arrangiamenti e che fanno di questo album un luogo di riflessione esistenziale. Un solo brano è interamente strumentale: Springs Is in the Air, dove tromba e flauto creano atmosfere psichedeliche che già conosciamo nei Woods.

Musica e movimenti sociali hanno sempre avuto una stretta connessione. La musica ha un fortissimo potere, un pò come la politica: può unire e dividere, e i Woods riescono a cogliere questa dualità anche nella rabbia e nella speranza di una generazione sempre più incerta.

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