Father! – s/t

Sara Timpanaro per TRISTE©

Ricordi i tempi della scuola quando per evitare l’interrogazione facevi sega, bigiare, o come si dice a Catania càlia?

Quando falsificavi il libretto e cercavi di metterti nei guai? Quando per evitare una difficoltà evitavi tutto con la trasgressione? Ebbene quei tempi, sei hai più di 30 anni proprio come me, non esistono più. Oggi ti trovi magicamente a fare i conti con la partita Iva (se anche tu sei un libero professionista), le tasse e le bollette.

Raggiungi la fine del mese quasi sempre con l’acqua alla gola e vorresti che i problemi di oggi fossero quelli di ieri, cioè l’interrogazione o il compito in classe, o il findanzatino che ti ha mollato.

A volte pensi ai troppi “signora ecco il resto! Signora ecco la sua spesa! Signora, Signora!” e lo specchio diventa il simulacro della tua identità. Tu credi di essere sempre uguale ma è meglio non guardare la voce di Facebook “Accadde oggi” dove vedi una tua foto di 7 anni fa.

Father! Padre. Nella letteratura psicologica il Padre, inteso in senso simbolico, rappresenta la Legge, e dunque le regole, il limite, la responsabilità, insomma tutto quello che oggi ci mette in crisi.

Nonostante questo nome così potente, soprattutto a livello simbolico, questo primo EP  cavalca con le sue note l’onda dell’adolescenza e delle giovinezza. Lui è giovane (infatti) ed è il solo componente del progetto Father!: ho scoperto che è uno studente di architettura a Dublino e si chiama Sean Brunswick.

Celebrate è il primo brano, si notano subito i reverb, la chitarra lo-fi e quel noise che rende ancora più ammalianti le atmosfere sonore. Father! sperimenta combinando diversi stili e generi, restando però fedele alla “legge paterna” del pop. Antigone è il quarto è ultimo brano e non so se era voluto o meno, ma rappresenta davvero la giusta chiusura di questo lavoro.

Segue la mia ennesima pippa mentale: Antigone (tragedia di Sofocle 442 a.C) rappresenta, simbolicamente, il conflitto tra autorità e potere. Antigone è una figlia che si ribella alle convenzioni sociali che vedevano la donna di quei tempi sottomessa alla volontà maschile.

La ribellione si sa è parte del figlio e senza di esso il padre non esisterebbe. Fine della pippa mentale. Fortuna che c’è la musica che in qualche modo salva la bellezza da noi, dalle tragedie, e anche dai deliri!

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