Elephant Micah – Genericana

Peppe Trotta per TRISTE©

Vivere è cambiare e veder cambiare il mondo attorno a noi.

Appare sempre scontato il presente eppure se ci si sofferma un attimo a pensare cosa eravamo anche solo dieci anni fa e come si sono modificate le nostre abitudini ci rendiamo conto di quanto tutto costantemente evolva e di come ogni generazione si ritrovi a partire da presupposti differenti.

Anche se lentamente, quelle che consideriamo radici immutabili si trasformano ponendoci in una posizione inedita da cui guardare il nostro universo.

Molti registrano questo processo in modo passivo, ma per alcuni tutto ciò diventa fertile spunto di riflessione. Sicuramente lo è per Joseph O’Connell, al punto da ispirare la genesi e lo sviluppo del nuovo capitolo firmato Elephant Micah, un lavoro complesso ed emblematico fin dalla scelta del titolo.

Genericana è difatti concepito come una sorta di neologismo dal significato aperto, suscettibile di essere pienamente definito da chi vi si approccia, un termine che partendo dal passato ridefinisce il presente. Un ibrido la cui mancanza di piena chiarezza si tramuta in suono che sa essere al tempo stesso consolidata attitudine e proiezione verso un linguaggio nuovo.

È un’incertezza voluta, che emerge fin dalle prime battute affidate al rumore delle onde dell’oceano che si rivela essere non mera ripresa ambientale ma manipolazione sintetica generata da Mutant, sintetizzatore auto costruito con il fondamentale apporto del fratello Matt, che ritornerà in chiusura a dichiarare apertamente una struttura circolare già suggerita dalla sequenza dei titoli delle tracce.

Ma non esiste una reale cesura tra il folk minimale dalla vena morbidamente meditabonda dello spelndido Where in Our Woods e questo nuovo tracciato, che appare piuttosto una sua evoluzione improntata a rinnovarne il lessico ampliandone il ventaglio di possibili soluzioni.

Gradualmente infatti da questo fondale elettronico riemergono il canto delicato di O’Connell e un battere flebile e regolare (Surf A) a cui si sommano armonie dall’incedere quieto e sognante (Fire A) fino a giungere ad una breve, decisa impennata elettrica (Life A).

Uno sviluppo in crescendo che qui si blocca per ripartire nella seconda metà del disco fino a giungere nuovamente al punto da cui il viaggio è iniziato.

Un universo in lenta rivelazione che cresce ascolto dopo ascolto facendo di Genericana un’affascinante finestra su un futuro possibile.

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