American Football – LP3

Peppe Trotta per TRISTE©

I giorni trascorrono sempre più rapidi e accumulandosi diventano settimane, mesi, anni.

Attorno a me vedo le cose cambiare, trasformarsi man mano. Alcune semplicemente si sviluppano, altre acquistano una patina che le segna. Eppure ci sono cose che sembrano sfuggire a tale processo, dettagli che sembrano galleggiare all’interno di una bolla temporale dove niente e nessuno può scalfirle, piccoli punti fermi che ritrovo sempre intatti.

Sul margine di un simile territorio sospeso sembrano muoversi gli American Football, emblematici alfieri di un suono che ha segnato la fine degli anni novanta e a cui hanno legato il loro nome attraverso un unico lavoro pubblicato vent’anni fa e divenuto lentamente imprescindibile.

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Sasami – Sasami

Peppe Trotta per TRISTE©

In un mondo all’avanguardia, che ha raggiunto livelli di sviluppo tecnologico ed intellettuale notevoli, appare quantomeno bizzarro dover dedicare una giornata alla celebrazione delle conquiste sociali, economiche e politiche delle donne.

Se fossimo così maturi quanto ci professiamo non dovremmo neanche più porci il problema della parificazione dei sessi.

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Angelo De Augustine – Tomb

Peppe Trotta per TRISTE©

In un mondo sempre più incline alla rappresentazione violenta di sentimenti spesso più ostentati che realmente percepiti, mi arriva sempre più forte e toccante la voce di chi sa esprimersi pienamente con garbo e moderazione.

Proporzionalmente al dilagare dell’imperante rumore di fondo in cui tutto diventa indistinto cresce in me un bisogno di quiete, condizione necessaria per assaporare pienamente chi con delicata semplicità sa parlare diritto al cuore.

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James Yorkston – The Route To The Harmonium

Peppe Trotta per TRISTE©

La vita accade.

A noi tocca esserci e sentirci sempre pronti ad assaporarla in ogni sua sfumatura, cercando di trattenere qualcosa da ogni frangente, che sia profondamente doloroso o immensamente gioioso.

Ad un certo punto poi quasi inevitabilmente avvertiamo la necessità di tirare il fiato, fermarci, lasciare correre lo sguardo verso l’orizzonte mentre le immagini del passato scorrono ricostruendo il percorso compiuto. Cerchiamo di riconoscerci, di capire cosa siamo diventati e lo facciamo per proseguire la nostra costante ricerca di una pace interiore che ci faccia sentire in armonia col mondo.

Fondamentale diventa trovare un luogo che sentiamo giusto, un angolo di mondo nel quale riuscire a trovarci in piena sintonia con noi stessi.

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Distance, Light & Sky – Gold Coast

Peppe Trotta per TRISTE©

Squadra che vince non si cambia.

Quando un determinato assetto ti porta ad ottenere ottimi risultati è difficile staccarsene perché si presuppone che ad identica premessa possa corrispondere un ulteriore valido risultato. Ovviamente non sempre le cose vanno così e capita che meccanismi consolidati si inceppino e conducano verso approdi deludenti, a volte anche mestamente fallimentari.

Ciononostante l’assunto di partenza rimane valido e tentare è sempre una possibile via.

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Sara Forslund – Summer Is Like a Swallow

Peppe Trotta per TRISTE©

Accogliente come il mare quieto dell’Inverno, rinfrancante come i raggi del Sole che si fanno strada attraverso un malinconico cielo grigio.

Sa essere rimedio universale il suono, sia che si presenti come semplice riverbero ambientale o che si riveli quale strutturato flusso armonico minuziosamente cesellato. Attraverso di esso si possono costruire rifugi inattaccabili in cui conservare intatte le proprie emozioni, ma per riuscirci è necessario che a scolpirlo sia un animo sensibile, incline alla bellezza.

Non sono quindi molti coloro che possono perseguire tale intento, ma tra questi possiamo certamente includere Sara Forslund.

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Des Moines – Like Freshly Mown Grass

Peppe Trotta per TRISTE©

Un rotolo lungo trentasei metri sul quale si riversa l’evocativo andare di due amici per il vasto territorio americano alla fine degli anni quaranta, viaggio fisico che si tramuta in percorso di formazione cristallizzato in quello che è divenuto uno dei grandi romanzi della storia della letteratura.

Credo non siano molte le persone che non abbiano ceduto al magnetismo di “On the road”, certamente non è rimasto immune alla sua immaginifica forza Simone Romei, musicista reggiano il cui pseudonimo è dichiaratamente ispirato alle righe del capolavoro di Kerouac.

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