Anne Garner – Lost Play

Peppe Trotta per TRISTE©

Quando il bambino era bambino,
camminava con le braccia ciondoloni,
voleva che il ruscello fosse un fiume,
il fiume un torrente
e questa pozzanghera il mare.
[Peter Hanfke da “Elogio dell’infanzia”]

Iniziamo il nostro percorso di vita con la fretta di diventare adulti e ci ritroviamo immancabilmente a desiderare di poter recuperare quell’innocenza, quel senso di libertà irrimediabilmente perduto.

Ci piacerebbe poter ancora riuscire ad usare la pienezza dell’immaginazione e sfuggire ai vincoli e alle pressanti responsabilità dell’età matura, ma si tratta di un processo irreversibile.

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Damien Jurado – The Horizon Just Laughed

Peppe Trotta per TRISTE©

A volte le parole non vengono, non perché uno non riesca a trovarle ma semplicemente perché non ha voglia di cercarle.

La cosa più saggia in questi casi è arrendersi al proprio silenzio e rimanere in muto ascolto di ciò che accade intorno. Almeno fino quando qualcosa o qualcuno non riuscirà a forzare questo momento di afasia.

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Grouper – Grid of points

Peppe Trotta per TRISTE©

Una primavera in sordina fatta di cieli azzurri che rapidamente si alternano a grigie distese di gravide nubi, un tepore che avvolge confortevole per poi dissolversi lasciando in balia di venti rigidi.

Non può che essere altalenante l’umore, in bilico tra la delicata dolcezza di una promessa che non si compie e la pungente delusione per qualcosa che si immaginava già consegnato al passato.

È un malinconico ritrovarsi lungo un bordo instabile sul quale procedere cauti, accompagnati dai diafani racconti raccolti da Liz Harris nel nuovo lavoro firmato Grouper.

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Birds of passage – The Death of Our Invention

Peppe Trotta per TRISTE©

Concentrarsi sull’essenza delle cose, spogliarle da ogni inutile orpello, per evidenziarne la reale portata.

Una visione semplice ma non semplicistica, perfettamente sintetizzata dal paradigma miesiano “less is more” che ha segnato la mia formazione universitaria fino a divenire esteso approccio al fare e che con insistenza ritrovo in tante espressioni artistiche a me congeniali.

Un ricorrere ad un lessico centrato e minimale che è una delle ragioni che mi ha irresistibilmente condotto alcuni anni fa alla scoperta dell’algido universo sonoro di Birds of Passage.

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Efrim Manuel Menuck – Pissing Stars

Peppe Trotta per TRISTE©

Un frammento di memoria trovato per caso che ti si appiccica addosso divenendo fonte di lunghe elucubrazioni.

Accade di legarsi in modo anomalo a qualcosa rivestendolo di un significato inatteso capace di essere più suggestivo di qualsivoglia elemento fondante della propria esistenza. Un piccolo enigma che nasce dal nulla e del quale si rinuncia a trovare soluzione.

Da uno di questi oscuri lampi prende le mosse Pissing Stars, secondo lavoro solista di Efrim Manuel Menuck.

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S. Carey – Hundred Acres

Peppe Trotta per TRISTE©

Foto di paesaggi urbani innevati, sorrisi e lamentele per condizioni climatiche a cui non si è abituati.

C’è un generale straniamento nell’etere (virtuale) che rimbalza da giorni investendo chiunque non rimanga rinchiuso nel proprio guscio, un senso di scollamento che personalmente provo soltanto perché qui dove vivo io, distante ma non troppo, si comincia invece a percepire già qualche sentore della primavera in arrivo, che puntualmente smusserà le rigidità invernali con l’usuale dolcezza che ne segna lo sbocciare.

Una transizione morbida che trova profonda assonanza nelle atmosfere del nuovo lavoro di S. Carey.

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The Gentleman Losers – Permanently Midnight

Peppe Trotta per TRISTE©

Non mi capita più di prolungare una giornata fino a viverne in stato di veglia l’intera notte giungendo ad attendere l’alba.

Quando succedeva il buio ed il silenzio ad un certo istante sembravano non avere mai fine, l’orologio rallentava il suo inderogabile ritmo e la luce non voleva saperne di fare la sua comparsa.

In quel frangente tutto galleggiava indistinto e dai tratti evanescenti, ogni cosa si rivestiva di una patina surreale.

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