Angelo De Augustine – Tomb

Peppe Trotta per TRISTE©

In un mondo sempre più incline alla rappresentazione violenta di sentimenti spesso più ostentati che realmente percepiti, mi arriva sempre più forte e toccante la voce di chi sa esprimersi pienamente con garbo e moderazione.

Proporzionalmente al dilagare dell’imperante rumore di fondo in cui tutto diventa indistinto cresce in me un bisogno di quiete, condizione necessaria per assaporare pienamente chi con delicata semplicità sa parlare diritto al cuore.

Considerando tale presupposto è facilmente intuibile come mi sia ritrovato subito conquistato dall’universo musicale di Angelo De Augustine, giovane musicista californiano giunto al terzo disco, il secondo pubblicato per la Asthmatic Kitty di Sufjan Stevens che ne sta seguendo la crescita artistica e a cui spesso è stato fin qui artisticamente accostato.

Scritto in un arco di tempo breve, spinto dall’urgenza comunicativa scaturente dalla brusca fine di un rapporto importante, e successivamente sviluppato in studio con la collaborazione di Thomas Bartlett, Tomb rappresenta un punto di svolta nel percorso di De Augustine, un parziale cambio di rotta che conduce il suo songwriting intimista verso una dimensione meno scarna e più curata.

Pur sempre imperniate sul morbido falsetto della voce che canta della sofferenza e della delusione per il distacco vissuto, qui le fragili melodie plasmate da essenziali arpeggi di chitarra ed elegiaci fraseggi pianistici trovano completezza in misurati arrangiamenti capaci di aggiungere vivide sfumature e si riempiono a tratti di una luminosità inedita, quasi giocosa.

Alla disarmante immediatezza e grazia di ballate folk quali Tomb, You Needed Love, I Needed You e Tide si affianca così il leggero incedere di All To The Wind e dell’irresistibile Time e l’aura meditativa flebilmente ibridata di risonanze elettroniche di Kaitilin e Somewhere Far Away, generando un poliedrico tracciato finemente cesellato intriso di palpitante emozione.

Un intenso diario scritto con raffinata grazia, che scavando nel dolore cerca la via che conduce ad una piena rinascita.

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