Francesco Amoroso per TRISTE©
If you listen closer than you ever have before
With renewed attention, the kind hard to ignore
In between the signal and the gulf of present noise
Maybe there’s a sign, maybe there’s a sign
Maybe there’s a sign we can’t avoid
Mi domando spesso quale sia il senso del mio attuale rapporto con la musica, quando questo rapporto – che ho con lei da almeno 35 anni (ma, probabilmente, in maniera meno cosciente, da tutta la vita, visto che ho ricordi vividi che coinvolgono la musica che risalgono alla mia primissima infanzia) – sia cambiato e come sia cambiato.
Con tutta la musica nuova che ascolto ogni giorno, come posso ancora godermela? Come posso creare con le uscite attuali lo stesso legame che ho con quelle del mio passato, più o meno recente, quando i “dischi” di allora li ascoltavo centinaia di volte, approfondendone ogni aspetto, conoscendo vita (morte, qualche volta) e miracoli degli artisti che la suonavano, mentre gli album attuali mi accompagnano spesso per pochi giorni, qualche mese al massimo, e spesso li ascolto distrattamente, sommersi dai suoni e dai rumori della quotidianità?
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