Damien Jurado – Reggae Film Star

Peppe Trotta per TRISTE©

Diciotto dischi nell’arco di un quarto di secolo, nessun superfluo o semplicemente secondario.
Quella di Damien Jurado è una carriera artistica di assoluto rilievo, priva di clamore forse, ma ricca di qualità. Diverse sono le strade battute a partire dall’esordio di Water Av. S., possibili variabili che non ne hanno mai snaturato l’artigianato musicale profondamente ispirato.

Questa costante ricerca di nuove soluzioni lo ha condotto negli anni a distanziarsi dal folk cristallino permeato dal giusto grado di elettricità di scrigni quali Ghost Of David e Caught in the Trees, portandolo a produrre – con la collaborazione del compianto sodale Richard Swift – una serie di lavori ambiziosi improntati ad un suono maggiormente elaborato e dalle venature psichedeliche.
Archiviata questa fase il cantautore americano è tornato ad una scrittura incline a vari gradi di riduzione che vanno dall’essenzialità estrema di In The Shape Of A Storm  all’eclettismo misurato del recente The Monster Who Hated Pennsylvania.

In Reggae Film Star – seconda uscita della sua Maraqopa Records – Jurado trova un prezioso equilibrio tra gli opposti attraverso il quale dare compiutezza ad un viaggio musicale che affonda le radici nel mondo del cinema degli anni 70.
In questo universo in bilico tra realtà e finzione trovano posto ballate splendidamente rifinite dalla voce degli archi (Roger) e narrazioni cangianti che incastrano in strutture folk immediate e regolari intermezzi vivaci scanditi da sonorità esotiche (Meeting Eddie Smith) o netti cambi di ritmo (Ready For My Close Up).
C’è spazio per traiettorie dall’immediatezza trascinante (Day Of The Robot, Taped In Front Of A Live Studio Audience) e per schegge perfettamente compiute a dispetto della loro esigua durata (Roger’s Audition, Lois Lambert), il tutto permeato da un sapore retro sempre avvertibile.

E poi ci sono le canzoni, quelle semplicemente toccanti, racconti intrisi di malinconia che innalzano esponenzialmente il tasso emozionale (What Happened To The Class Of ’65) rendendo unico ogni tassello di un percorso che continua a ribadire l’immenso talento di un artista dalla sincerità spiazzante.

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