Logan Farmer – A Mold For The Bell

Francesco Amoroso per TRISTE©

Questo miraggio delle partite o delle vite senza sbagli: no, Miša si teneva volentieri il fallimento. Si teneva la vulnerabilità e lo scompiglio. Tanto valeva ubriacarsi o combinare pasticci, ma rispettare sempre la dignità del singolo essere umano: gentilezza e generosità erano migliori di una rettitudine che, nel nome di se stessa, non esitava a calpestare gli altri.
(Giorgio Fontana, Il Mago di Riga)

Non credo ci sia qualcosa di più efficace di una voce e una chitarra acustica per trasmettere la vulnerabilità e lo scompiglio dell’animo umano, per certificare un dignitoso fallimento o per raccontare di gentilezza e generosità che a volte si spingono quasi fino all’autolesionismo.
Una voce, una chitarra acustica e poco più riescono a provocarmi epifanie, improvvise e inaspettate, rivelazioni che qualcosa di più profondo, più significativo può risiedere o essere portato alla luce da un gesto, un oggetto, una situazione quotidiana, una frase letta distrattamente in un romanzo sugli scacchi, una canzone.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 89: The Leaf Library

The Leaf Library (©Emily Mary Barnett)

The Leaf Library are formed around the core group of singer Kate Gibson, former Saloon and Singing Adams guitarist Matt Ashton, guitarist SJ Nelson, drummer Lewis Young and bass player Gareth Jones. They have released three studio albums –Daylight Versions, (wiaiwya 2015), About Minerals (Innerspace Travels, 2019) and The World Is A Bell (wiaiwya, 2019)- as well a number of electronic and experimental albums and EPs, remix compilations and long form tracks. They have also released five Monument CDRs; an on-going series of experimental solo and side projects on their Objects Forever imprint (full band discography at theleaflibrary.com). The band have collaborated with musicians as diverse as Alasdair MacLean of The Clientele, singer Ed Dowie, noise group Far Rainbow and string collective Iskra Strings, and have provided music for a number of exhibitions, films and performances. A collaborative album with Japanese artist Teruyuki Kurihara is due in late 2022 on the Mille Plateaux label. An active live group, the more delicate sound world of their records is replaced by a much noisier and intense experience, assisted by the addition of vocalist/percussionist Melinda Bronstein, saxophonist Daniel Fordham (The Drink, Steven Adams and the French Drops) and flugelhorn player Laura Copsey of fellow drone pop travellers Firestations. Library Music: Volume One, which will be out tomorrow, October 28th on wiaiwya, is a sixteen track double LP documenting the North London drone pop band’s 7” singles, one-offs and compilation tracks spanning the first 14 years of the group’s existence.

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Arctic Monkeys – The Car

Francesco Giordani e Tiziano Casola per TRISTE©

“Così quando la musica con chitarre volgevasi al suo fine, si rivolsero gli astri più benigni verso Albione, e piacque a Dio che nella città di Sheffield, di pioggia e di nulla maestra, sorgesse un elevatissimo ingegno, e che con esso risorgesse l’arte caduta e quasi estinta. Fu questi Alex Turner, di cui ora intendiamo scrivere, cominciando dall’indole ornatissima ond’egli inalzò il suo felice genio, accoppiando due cose raramente concesse a gli uomini, coraggio e fantasia in somma eccellenza”

Tiziano. Francesco, ci troviamo evidentemente nei panni di chi deve svolgere un compito delicato, esprimendo anche giudizi lapidari, se necessario. Dunque, eviterei di prendere l’argomento da lontano, ma andrei dritti al punto, per poi divagare, ovvero assurgere alla nostra dimensione più alta. Ti chiedo dunque: ti è piaciuto questo nuovo disco degli Arctic Monkeys?

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Indigo Sparke – Hysteria

Francesco Amoroso per TRISTE©

Per cercare di comprendere un punto di vista differente e una diversa chiave di lettura della società in cui viviamo, è, sempre più spesso, necessario concedersi qualche momento di silenzio per ascoltare e dare voce, spazio e visibilità a quelle persone che questo differente punto di vista lo incarnano in prima persona e che, fin troppo di frequente, sono ignorate o silenziate.
Trovo abbastanza irritante la pretesa che sui problemi delle donne, delle minoranze o dei discriminati in genere, abbiano voce in capitolo solo coloro che sono personalmente coinvolti e che sentono ogni giorno sulla propria pelle tali discriminazioni e trattamenti di sfavore, eppure è evidente che, senza un’esperienza diretta di certe situazioni, è davvero difficile poter dire la propria con una certa autorevolezza.
Mi rendo conto che parlare di ciò che prova una donna trentenne non cisgender, possa essere, per un maschio bianco adulto cis (devo ammetterlo, lo sono) presuntuoso e fuori luogo.
Eppure un album come Hysteria, il secondo lavoro dell’australiana Indigo Sparke, mi smuove qualcosa dentro, forse a riprova che certe emozioni semplicemente sono universali e prescindono dal genere, dagli orientamenti sessuali, dalla razza e anche dall’età.

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Dry Cleaning – Stumpwork

Francesco Amoroso per TRISTE©

Esistono dischi che, quando li ascolti, si schiudono davanti a te senza fatica, ai quali bastano pochi passaggi per svelare il loro contenuto, per raccontare le loro storie, per sostenere le proprie affermazioni.
Sono quelli che, inevitabilmente, nell’ambito di una cultura di massa totalmente votata al consumo vorace e velocissimo dei prodotti (più o meno) artistici riescono subito a imporsi all’attenzione non solo o non tanto del pubblico, ma soprattutto di una critica sempre più appiattita e conformata al metodo di fruizione dell’arte, fatta di di totale mancanza di confronto e approfondimento e di recensioni brevi e sciatte, che arrivano dopo un paio (e sono ottimista) di ascolti distratti e la lettura, se va bene, di una press release.

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