Kiwi Jr. – Cooler Returns

Francesco Amoroso  per TRISTE©

TRISTE©, così come migliaia di altri blog e webzine, era nato qualche anno fa (quest’anno festeggerà il nono compleanno) perché due appassionati avevano la voglia e la necessità di scrivere e raccontare della loro musica del cuore, quella che, troppo spesso, sfuggiva alle riviste (cartacee e on-line) specializzate, focalizzate soprattutto nella ricerca della next big thing o nell’osannare band e artisti già affermatissimi.

Con il tempo anche TRISTE© è cresciuta (al femminile, se possiamo considerarla una webzine) e si è trasformato (se, invece, continuiamo a guardarlo come un blog) e, sempre più spesso, su queste pagine virtuali, si parla di (o, meglio, si prova a raccontare il nostro rapporto con) nomi consolidati e album importanti.
E, tuttavia, nonostante qualche domanda ce la si faccia sempre, sentiamo di non aver tradito, in alcun modo, l’idea iniziale.
Poi arrivano i Kiwi Jr. e quelle domande diventano subito oziose.

Continua a leggere

White Flowers – Within A Dream

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Il bianco è il colore che simboleggia la vita, la luce, il candore e la purezza. Eppure in culture diverse dalla nostra (in alcune culture orientali, per esempio) è un colore legato alla morte, mentre in India, pare, sia addirittura simbolo di infelicità.
I fiori bianchi così, per noi occidentali, sono da sempre collegati alle cerimonie religiose, quelle nelle quali si vuole esprimere la purezza del sentimento che le accompagna.

Non so se fosse questa l’idea che i due giovani di Preston, cittadina inglese del Lancashire a due passi dal “confine” gallese, volessero esprimere quando hanno scelto di chiamare la propria band, appunto, White Flowers”, eppure, in qualche modo, trovo il nome molto appropriato.

Continua a leggere

Collettivo Ginsberg – Kintsugi

Peppe Trotta per TRISTE©

Gennaio è un mese difficile, forse non crudele quanto Aprile, ma di certo complicato da superare. È pervaso da correnti fredde e taglienti, al suo interno ospita quello che si ritiene essere il giorno più triste dell’anno e ti pone innanzi la dura prospettiva di un nuovo, lungo anno da affrontare. Eppure è proprio tra gli algidi riflessi di questo apparente momento di stasi che si trova il momento per riflettere su se stessi, di ripensare alla propria esistenza e pianificare ottimistiche ripartenze, lasciandosi possibilmente cullare da quel prezioso e vivifico balsamo che è la musica.

Continua a leggere

Insides – Soft Bonds

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Qualcuno di voi ricorda come era bello avere le proprie etichette discografiche di riferimento? Acquistare e.p. e album a scatola chiusa solo perché sulla copertina era impresso quel piccolo marchio che era garanzia di qualità? Espandere le proprie conoscenze e crescere, musicalmente e umanamente, di pari passo con le nuove uscite della nostra label preferita? Io (purtroppo per me) lo ricordo bene.

Pur non essendo mai stato un collezionista, di alcune etichette acquistavo tutto quello che riuscivo a trovare, senza neanche farmi domande sul contenuto e, quasi sempre, non ne rimanevo deluso. La Creation, naturalmente, la Sarah, la Él Records, la 4AD…

Continua a leggere

James Yorkston and The Second Hand Orchestra – The Wide, Wide River

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Sono tempi duri. Durissimi. Avremo sempre più bisogno di voci di artisti capaci di vedere alternative al modo in cui viviamo ora, capaci di vedere, al di là di una società stretta dalla paura e dall’ossessione tecnologica, altri modi di essere, e immaginare persino nuove basi per la speranza. Abbiamo bisogno di artisti e musicisti che si ricordino cosa sia la libertà. Abbiamo bisogno di artisti che conoscano la differenza tra la produzione di una merce e la pratica dell’arte. Lasciare che i profittatori commerciali vendano musica come fanno con i deodoranti ci ricorda che viviamo nel capitalismo, e il suo potere sembra assoluto… ma altrettanto assoluto sembrava anche il diritto divino dei re e la resistenza spesso comincia con l’arte.

Continua a leggere