Pete Doherty e Frédéric Lo – The Fantasy Life of Poetry & Crime

Francesco Giordani e Tiziano Casola (con Cassandre) per TRISTE©

Francesco: C’è stato un momento, breve ma intenso come si suol dire, nel quale la musica “indie” (ovvero, in senso molto lato, non “mainstream”) era per noi (ormai ex) giovani più o meno ciò che i vari Instagram e Tiktok sono per i giovani di oggi. Ovvero, detto in modo assai rudimentale, un sistema simbolico per autorappresentarsi e costruire attivamente un proprio mito biografico, un’identità pubblica da offrire e condividere con gli altri, all’interno di una serie di contesti deputati allo scopo, all’epoca ancora abbastanza fisici (scuole, università, librerie, pub, sale da concerto).
Al posto del viscoso armamentario egolatrico di emoji, jingle, selfie e filtri cosmetici vari che oggi imperversano nei nostri display, si utilizzavano però, quasi fossero avatar o carte di Magic, le nostre band predilette, le loro canzoni, le loro parole, persino il loro guardaroba.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 64: U.S. Highball

U.S. Highball

U.S. Highball is a Glasgow-based two-piece consisting of long-time best friends Calvin Halliday and James Hindle. Their debut album, Great Record, arrived in 2019, while taking a break from playing together in The Pooches, Its follow-up, Up to High Doh, wasout in 2020 and now the pair have returned with A Parkhead Cross Of The Mind. It’s their third record for Philadelphia’s Lame-O Records and second in collaboration with Yorkshire-based upstarts, Bingo Records. Recorded entirely at home during Scotland’s third lockdown period, A Parkhead Cross of the Mind picks up almost directly where Up to High Doh left off. Lyrically, the record deftly expands on Hindle and Halliday’s distinctive and comically fatalistic worldview. Nestled within the record’s twelve melodic nuggets are ruminations on unrequited love and professional tennis, alongside off-kilter odes to heroes like Neil Young and Frank Sidebottom. A Parkhead Cross Of The Mind sees jangly college rock guitars twinned with the addictive chug and fuzz of classic ‘70s power pop, all tethered by earworm basslines and propulsive programmed drums. Among their influences the duo follows the Scottish indie pop tradition and they cite The Pastels or early Teenage Fanclub, along with the Sarah Records roster.

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Lightning In A Twilight Hour – Overwintering

Francesco Amoroso per TRISTE©

“Scrivono che il passato sarebbe un paese straniero.
Idiozie. Il passato è la mia patria. Il futuro è un paese straniero, pieno di volti estranei, non voglio entrarci
“.
(G. Gospodinov, Cronorifugio)

Scrivo di Bobby Wratten e dei suoi progetti con un certo imbarazzo.
Quel che succede di solito con le sue canzoni è che interpretino e mettano a nudo i miei sentimenti come se fossi io stesso a scriverle (se solo sapessi vagamente scrivere una canzone, interpretare i miei sentimenti e metterli a nudo in maniera sincera e artistica).
E, così, a parlare di lui, delle sue canzoni e dei suoi album mi sembra sempre di espormi troppo, di rivelare di me stesso gli aspetti più intimi e segreti, quelli più fragili, i miei punti deboli.
Non solo.

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Simon Love – Love, Sex & Death Etc

Francesco Giordani e Tiziano Casola per TRISTE©

Francesco Giordani: Visto che ci è stato affidato il compito di raccontare ai nostri lettori il nuovo brillante album di Simon Love, suggerisco di iniziare questo dialogo facendo quel che da sempre ci riesce meglio. Ovvero divagare. Nella fattispecie prendo subito una scorciatoia aneddotica e svelo che, non appena ho sentito il singolo Me and You, attratto da quella sua irresistibile, burrosa, fragranza da brioche inglese fatta in casa, non ho potuto fare a meno di pensarti. Ti ho dunque prontamente scritto su Whatsapp, come spesso mi capita di fare in questi casi. Devo dire che non ti sei scomposto più di tanto. Anzi, con mia somma sorpresa, hai subito puntualizzato che non solo conoscevi Simon Love ma che addirittura ne possedevi un disco, avendolo visto dal vivo anni addietro. Prima di porti altre domande, ti chiedo dunque di raccontare questo tuo incontro con Simon Love, che mi pare davvero un segno del destino…

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Aldous Harding – Warm Chris

Francesco Amoroso per TRISTE©

Fino a poco tempo fa ero del tutto inconsapevole (del resto sono molto ignorante in materia) dell’opera della fotografa e artista statunitense Cindy Sherman, famosissima e osannata per i propri autoritratti concettuali.
Il suo lavoro consiste in serie di autoritratti nei quali, abilmente travestita, immortala se stessa, da sola nel suo studio, assumendo molteplici ruoli come autrice, regista, truccatrice, parrucchiera, costumista e modella. L’artista riesce a camuffarsi tanto da non essere riconoscibile, eppure il suo stile è così unico che, guardando le sue fotografie, per quanto non sia facile riconoscere la persona ritratta, è immediatamente evidente l’identità dell’artista che ha scattato le foto. Trovare un’immagine della vera Cindy Sherman è molto raro e le sue opere sono spiazzanti, difficilmente catalogabili e spesso disturbanti.

Ho scoperto le sue opere quando – se non ricordo male con un commento su FB – qualcuno ha paragonato la sua opera a quella di Aldous Harding.

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