Grouper – Shade

Peppe Trotta per TRISTE©

Nebbia così fitta
che non mi
vedo
più
il cuore.

Trovo perfetti questi versi di Nazim Comunale per descrivere il paesaggio da cui immagino emergere le creature sonore plasmate da Liz Harris. Un territorio crepuscolare immerso in un presente eterno dove lo scorrere del tempo perde definizione.
E in effetti le tracce degli itinerari enigmatici firmati Grouper sono spesso composizioni scritte nel corso degli anni e improvvisamente recuperate per cristallizzare le sensazioni del momento.
Non fa difetto a questo peculiare processo creativo Shade, album intriso di un lirismo fragile che prosegue la ricerca di una forma cantautorale sempre più scarna e diretta.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 43: Olivier Rocabois

Olivier Rocabois (credit: Alain Bibal)

Self-taught Breton singer-songwriter Olivier Rocabois was born in 1974. Quite soon he abandoned his studies in law and history to devote himself to his passion: Anglo-Saxon pop, The Beatles and their descendants. He, then, founded a myriad of groups in Rennes and then in Paris. ALL IF group was created in 2008 with Antoine Pinchot and Valentin Dutrey. A hundred concerts and a couple of self-produced records later, the album Absolute Poetry was released in the summer of 2017 (Pschent Music / Alter K). He also created a cover duet with German musician Jan Stümke: Puppets Of Digression. In addition, Olivier gladly lends his pen and/or his voice to more electronic obedience projects: Slove, Plaisir de France, Fedou, Kool Bandits, Now. Married, father of two boys, he lives as a recluse in his cottage in Yvelines. Raised on cult albums (Ram by McCartney, Giant Steps by the Boo Radleys), Rocabois developed an eclectic taste for the refined and the organic. His first solo record, the magnificent Olivier Rocabois Goes Too Far, was released on April 2, 2021 for the Acoustic Kitty label.

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The Courettes – Back in Mono

Tiziano Casola per TRISTE©

Intorno ai 12 anni, come tanti altri occidentali in altre decadi, feci la scoperta di Eleanor Rigby e decisi che sarei diventato un fan dei Beatles. Per farlo però bisognava essere preparati e, in un’epoca ancora pre-web, questo avrebbe richiesto parecchio tempo. Acquistai dunque (probabilmente in un mercatino dei libri usati, ipotizzo al borgo di Nettuno, ma chissà) il libro “Le canzoni dei Beatles” del 1969, una raccolta di testi dei fab4 che periodicamente rispunta fuori nelle librerie in forma riedita, in cui – attenzione – ai testi della canzoni sono affiancate splendide illustrazioni psichedeliche dell’epoca, curate da Alan Alridge.

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Vanishing Twin – Ookii Gekkou

Francesco Amoroso per TRISTE©

Ho sempre avuto la sensazione che gli appassionati di musica formino miriadi di piccoli mondi che, pur orbitando intorno allo stesso sole (la musica, appunto), non riescono mai a incrociare le proprie orbite.
Alla musica ognuno di noi chiede qualcosa di diverso e spesso ciò che è soddisfacente per alcuni, risulta del tutto inutile o eccessivamente ostico, o, magari, assolutamente banale per altri.

Due piccoli mondi musicali che continuano a scontrarsi e non si incontrano praticamente mai sono quello degli appassionati di sperimentazioni sonore e quello di coloro che a una canzone chiedono fruibilità e immediatezza.

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James Blake – Friends That Break Your Heart

Carlotta Corsi per TRISTE©

Da qualche mese ho gli occhiali e li odio.
Mi sento come in una crisi puberale, mi infastidiscono, non sopporto la pressione sulle tempie e il riflesso delle luci sugli occhi è controproducente.
Spesso mi innervosisco così tanto: perché vedo il mondo tutto distorto d’improvviso?
Vorrei solo vedere bene come prima. 

È un bel capriccio con il quale passare un po’ di tempo, un ottimo alibi se penso poi che se anche tornassi domani a vedere come prima, tutto sarebbe diverso e io vedrei esattamente come guardo oggi le cose.

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