Pinhdar – Parallel

Peppe Trotta per TRISTE©

Ho sempre trovato interessante mettere in sequenza dischi totalmente differenti, alternare sonorità ed atmosfere anche diametralmente opposte per mantenere viva l’attenzione ed estrapolare connessioni inattese, a volte forzate.
Sono tanti gli stimoli che sa restituire questa pratica di ascolto trasversale anche se il rischio di innescare pericolosi cortocircuiti è sempre presente. Scarti improvvisi quindi, passaggi privi di coesione logica, veri e propri voli pindarici aurali.

È proprio al poeta greco, alla forza immaginifica delle sue liriche che è dedicata la denominazione scelta dalla  cantante e autrice Cecilia Miradoli e dal musicista e produttore Max Tarenzi dopo l’archiviazione del progetto Nomoredolls.

Continua a leggere →

White Flowers – Day By Day

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Nelle ultime settimane mi è capitato di intervistare artisti giovanissimi, intorno ai vent’anni.
Ciò che, conversando con loro, mi ha colpito di più è stato che, nonostante ci separino almeno un paio di generazioni (e svariate ere musicali), i nostri riferimenti non erano affatto così distanti.
La musica ha, spesso, anche la grande capacità di superare le differenze: che siano di età, di ceto o di genere, di fronte alla musica ci scopriamo tutti uguali e capita che i punti di riferimento di un ventenne e di un cinquantenne possano essere simili.
Del resto capita di recente che vadano per la maggiore band di ventenni che si rifanno a stilemi musicali considerati vecchi e stantii già dai loro nonni…

Continua a leggere →

Kings Of Convenience – Peace Or Love

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Con estrema cautela – e nel pieno rispetto delle normative vigenti – da qualche giorno sto provando a riprendere una vita sociale che abbia una parvenza di normalità.
Ieri ho incontrato dal vivo alcune delle persone che hanno condiviso con me le lunghe serate del lockdown, aggrappate allo schermo di un pc, con la voglia di non perdersi di vista, con la necessità di aprirsi comunque, anche e soprattutto in momenti così difficili, al mondo e al prossimo.

Quella che in altri momenti sarebbe stata una serata banalmente piacevole, una semplice consuetudine che si rinnova, è stata, invece, un’esperienza emozionante. Il ritrovarsi, il sentirsi a proprio agio (chiaramente dopo qualche necessario momento di assestamento), il condividere cibo e pensieri, sono state situazioni e sensazioni che mi hanno riempito di gratitudine, di calore, di gioia, pacata ma pur sempre gioia, esperienze che, almeno nell’ambito dei rapporti umani, era da un po’ che mancavano.

Continua a leggere →

(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 29: The Reds, Pinks & Purples

The Reds, Pinks & Purples

Glenn Donaldson has been making music since the late 1990s: as The Ivy Tree, as Jewelled Antler Collective in the early ‘00s, with Skygreen Leopards and Art Museums… with his conceptual instrumental project FWY!, or, more recently in his psych-folk collaboration with Jeremy Earl of Woods as Painted Shrines, with singer-songwriter Jem Fanvu in Vacant Gardens. Or with The Reds, Pinks, and Purples.
As The Reds, Pinks, and Purples, Donaldson makes indie pop in the late ’80s style, sketching out the simplest and sweetest of pop songs from the barest of elements: strummy guitar chords accented with occasional synth or Casio keyboard line, undercut by the gentle patter of a drum machine. His early The Reds, Pinks, and Purples tracks published on Bandcamp gained attention from many music blogs and Spain’s Pretty Olivia Records offered Donaldson to put them on a vinyl. Anxiety Art was born (in 2019). 
Just one year later English label Tough Love released You Might Be Happy Someday and Uncommon Weather is the third Red, Pinks, and Purples full-length again released by Tough Love and the Bay Area’s Slumberland Records.

Continua a leggere →

The Lounge Society – Silk For The Starving

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Ricordate in che periodo Margaret Thatcher è stata primo ministro inglese?
Dal 1979 al 1990. Prima di lei era stato in carica James Callaghan, leader labourista è vero, ma responsabile del famoso inverno del malcontento.
Insomma nell’ultima parte degli anni 70 e fino alla fine dei 90 (dopo la Lady di Ferro, per sette anni è stato in carica il primo ministro John Major) la Gran Bretagna ha attraversato uno dei periodi più difficili e conflittuali della propria storia recente.

Che cosa ha a che fare tutto questo con la musica, argomento di cui, di solito, si parla su queste “pagine”? Pensateci.
Il periodo dalla fine degli anni 70 alla fine dei 90 è stato per la Gran Bretagna uno dei momenti di maggiore creatività musicale e di maggiore coinvolgimento dei musicisti nella società e nella politica. Non è un caso che la nascente scena Punk sia esplosa proprio allora.
La creatività è spesso una reazione a un periodo di crisi, la rabbia sfocia nella violenza, ma, spesso, anche nell’arte.
Inutile elencare i nomi delle band che hanno calcato le scene in quel periodo, così oscuro per la società inglese eppure così prolifico e fondamentale per la musica.

Continua a leggere →