Dinosaur Jr. – Sweep It Into Space

Emanuele Chiti per TRISTE©

C’è stato un momento nella storia, circa venti anni fa, in cui ai miei occhi sembrava che se una band nata e cresciuta tra gli anni ’80 e gli anni ’90 e che avesse avuto come trademark il suono delle chitarre distorte (cioè il suono che un sedicenne poteva associare a quel periodo lì come sintomo di musica “di qualità”, e fa tenerezza come cosa ma così era) e che non avesse fatto il grande salto verso questi nuovi suoni e mood provenienti da altre sfere (insomma quel mondo vago fatto di Massive Attack, Aphex Twin e Orb che avevo in testa all’epoca, i suoni “del futuro”, chiamiamoli così) sarebbe stata de facto una band fallita e decotta.
Fica da vedere dal vivo magari, ma non c’era nulla di progressivo e futuristico ai miei occhi, ancora la chitarra, il basso, la batteria, le distorsioni, il pogo, e basta no, metticelo quel campionamento, quel breakbeat, chiama quel DJ di grido e basta.
Colpa di Adore, di Kid A e anche Trent Reznor ci ha messo del suo. Eravamo la nuova generazione, di pochissimo post generazione X, e pretendevamo qualcosa di più. Il futuro.

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Barbarisms – Zugzwang

“I could have done
something great for mankind but I had too much to prove
to anyone who ever looked at me sideways”

Nicholas Faraone – “Clean Evil”

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

La sensazione di aver sprecato tempo o qualità è cosa comune: la paura di stare sbagliando tutto – proprio in questo istante – può assalire nei momenti più impensati.

Se a volte non è che l’apice di un periodo di difficoltà, il culmine dello sconforto, in altri momenti questa sensazione può essere la molla per ripartire: abbandonare il passato, affrontare il presente e confidare nel futuro (semicit. da Guido Morselli).

Oppure la constatazione, più terra terra, che semplicemente “Somethings do trouble a man’s mind // other things turn out fine”.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 23: FLeUR

FleUR

“Caring About Something Utterly Useless” is FLeUR second album, out in February on Bosco Rec. The music of the experimental duo, formed by the Turin-based Enrico Dutto and Francesco Lurgo – the latter moved to Milan long ago – focuses on the dialogue between electronic programming and the human warmth of the hands playing guitars and keyboards, which blend together to the point where the two components become symbiotic and their respective edges merge, so that the digital sounds turn into breaths and the electric walls raised by the strings become synthetic roars. The seven songs on the record become a coherent whole thanks to the production of Emilio Pozzolini, member of port-royal (small, great heroes of Italian dreamy electronics).

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Mt Went – Sheltering Sky / Lit Way Down

Peppe Trotta per TRISTE©

Quale importanza può avere un archivio?
Direi che non esiste una risposta univoca a questa domanda. Può trattarsi semplicemente di un accumulo di cose inutili, di tracce conservate senza mai essere recuperate. A volte però in esso si ritrovano frammenti troppo velocemente accantonati, piccole gemme che forse erano state osservate da una prospettiva inadeguata.

Mi rendo conto di questa ambivalenza ogni volta che accedo all’hard disk in cui conservo migliaia di foto scattate negli ultimi tre lustri, un labirinto in cui galleggiano tanti scatti inutili ma dal quale a volte estraggo sprazzi di racconti che meriterebbero di essere ripresi e portati a termine.

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For Those I Love – For Those I Love

Francesco Blasilli  per TRISTE©

E’ tanto che non scrivo di musica. Forse perché sono schifosamente pigro, ma la realtà è ben diversa. Non mi piace più nulla.

E’ questa l’amara riflessione di questi giorni (riflessione da vecchio brontolone/rimastone). E’ questa la riflessione di questa mattina mentre facevo stretching cercando pace per la mia malandata schiena (vedasi il “vecchio” di sopra) guardando un concerto dei The National su YouTube e bramando di tornarci presto.

Poi smanettando su un paio di siti britannici mi sono imbattuto in due righe su questi “For Those I Love”.

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