Mogwai – As The Love Continues

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Sono sempre stato un amante delle parole.
Le parole mi fanno sentire a mio agio, mi confortano, mi danno una direzione.
E’ probabilmente per questo che sono un avido lettore, un ascoltatore attento e anche un gran chiacchierone (e, visto quanto mi dilungo quando scrivo, dubito che questa sia una gran rivelazione).

Senza le parole a spiegarmi il mondo, mi sento perduto. Il non detto, la comunicazione non verbale mi ha sempre messo in difficoltà. Mi accade così anche con la musica strumentale. Senza i testi (lyrics come dicono gli anglosassoni con una certa dose di enfasi) è come se vagassi per una città sconosciuta e non avessi la possibilità di avvalermi, non dico di un navigatore satellitare, ma neanche di una mappa cartacea.

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That Which Is Not – The Basic Sharpness Of Emotions

Peppe Trotta per TRISTE©

Svegliarsi un venerdì mattina ad inizio Febbraio e ritrovarsi improvvisamente in primavera. Trascorrere due giorni cullato dal sole, in un tepore straniante e finire la domenica sera immerso nella nebbia prima che esploda un violento temporale percorso da un vento gelido. È spiazzante passare tra poli opposti nell’arco di un frangente limitato, un’esperienza in apparenza banale, ma che per il modo in cui accade può divenire affascinante.

Allo stesso modo ci si può ritrovare in balia di un suono che gradualmente muta muovendosi tra atmosfere divergenti, un flusso sensoriale in costante trasformazione, coerente e privo di cesure, a cui abbandonarsi totalmente seguendone le suggestioni. Sono esattamente queste le coordinate alla base dell’itinerario di esordio di That Wich Is Not, neonato progetto che vede insieme Nicola Fornasari (Xu, Xu(e), La Petite Vague) e Pier Giorgio Storti (Morose, Belaqua Shua).

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Black Country, New Road – For The First Time

Emanuele Chiti per TRISTE©

C’è sempre una prima volta per tutto, come del resto c’è sempre un’ultima volta per tutto. C’è una prima volta in cui una persona decide di suonare uno strumento, o che i genitori impongano a quella persona di suonare quel tale strumento (e in quel caso spesso non va bene: potresti finire a suonare cose che non vuoi suonare perché è giusto così, la pressione sociale sin da piccolo ha voluto questo).
C’è una prima volta in cui un insieme di persone decide di formare una band e cominciare a suonare insieme. C’è una prima volta in cui quelle persone scelgono il nome della band, e non posso che stimare chi sceglie un nome inusuale e con una virgola in mezzo.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 12: James Yorkston

James Yorkston is a genius! His whole career is a clear evidence of this statement. His new album with The Second Hand Orchestra was released Friday 22nd January on Domino Records. We totally loved it and wrote a few words about it (in Italian) here.

What He Says:
James writes “This beautiful album I made with The Second Hand Orchestra, a Swedish band ran by Karl-Jonas, a man I have known for a few years now. The Second Hand Orchestra hadn’t heard any of these songs before the sessions. I flew to Sweden and said my hellos, then we all sat round and set up our instruments. I would run through a song, once, perhaps twice, and simply encourage the musicians to react to what they were hearing. The engineer would press record and – voila – we’d have a song down. This here album is the result of eight such castings of the net. We all love it – it was a joy to make and is fresh, spontaneous, and full of life x”

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Maria bc – Devil’s Rain

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Lo scorso anno, all’inizio del lockdown, come molti avevo pensato che alla fine questa pandemia mi avrebbe permesso di “recuperare del tempo”.

Dedicarmi a quello che era stato lasciato indietro: cose di lavoro, cose personali, progetti, libri, dischi. Devo dire che fino all’estate 2020 è stato effettivamente così, avevo effettivamente recuperato molte cose ed iniziate altre che, forse, senza questa pausa “forzata”, non sarei riuscito a fare.

Ora no. Ora non ce la faccio più. Le cose da fare si sono aggiunte una all’altra e rimane solo la sensazione di “perdere molto tempo”. Le cose mancanti sono ora più forti: viaggi, concerti, parenti e amici lontani, solo per fare un brevissimo elenco. La sensazione è quella di andare sempre più di corsa, nonostante, di fatto, non si possa che stare pressochè fermi.

Certo il fatto che stia ristrutturando casa non aiuta a diminuire lo stress. Ma almeno posso pensare che per questo motivo sarei stato “bloccato” comunque.

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