Francesco Amoroso per TRISTE©
Siete stufi di ascoltare il solito cantautore con la chitarra acustica che vi racconta delle sue immancabili pene d’amore?
Io, in fondo, non lo sono del tutto.
Suppongo che dipenda fondamentalmente dal fatto che è davvero difficile staccarsi da ciò che per tanto tempo ha fatto parte della propria vita, ma un cantante (una volta lo avremmo definito, bonariamente, “barbuto”) che, con l’accompagnamento di una chitarra acustica e nulla più, mi apre con sincerità il suo cuore, è qualcosa a cui non riesco facilmente a rinunciare e che, spesso, mi emoziona ancora.
Tuttavia è sempre lecito crescere e chiedere qualcosa di più.
E Luka Kuplowsky mi racconta che nelle sue canzoni l’amore è visto proprio come una componente necessaria per la crescita, per la scoperta di se stessi e degli altri. E, così, pur rinunciando a ogni cinismo, ma senza mai cadere in gratuite melensaggini, l’artista canadese canta di amori adulti (o, almeno, che contribuiscono alla crescita e all’arricchimento), amori che sono, per usare le sue stesse parole, la ricerca di “una sintonia paziente”.




