
Francesco Amoroso per TRISTE©
“La vita mi si confonde.
Si attorciglia su sé stessa.
I ricordi estivi più indelebili perdono le foglie
e i giardini verdi della mia memoria
si imbiancano di neve fresca.”
(Michael Bible – L’ultima cosa bella sulla faccia della terra)
Mentre nella nostra nicchia di appassionati di musica ci perdiamo a disquisire se sia necessario o meno, perché una proposta artistica possa considerarsi valida, che questa presenti tratti sperimentali marcati e si discosti in maniera decisa e drastica dal mainstream, altrove nessuno si pone queste domande oziose e perniciose e continua a scoprire e supportare talenti.
Non è quindi un caso che anche gli artisti nostrani più validi siano spesso spinti (o, probabilmente, costretti), per potersi esprimere liberamente ed evitare inutili incasellamenti, a guardare altrove.
Marta Del Grandi è, in questo senso, un caso eclatante.



