Florence and The Machine @o2 Arena – Greenwich

La serata inizia alle tre del pomeriggio. Che non è sera, ma la notizia di The Maccabees chiamati all’ultimo momento ad aprire il concerto di Florence Welch, mi fa effetto doping. La serata inizia alle tre del pomeriggio.

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O2 Arena, North Greenwich, ad aprire le danze, sono un trio rock femminile, Haim (entrati nel listone del BBC Sound of 2013), interessante miscuglio electro-pop che risulta ancora un po’ acerbo. A seguire, i sopraccitati The Maccabees entrano sul palco per suonare una manciata di brani fra cui due dei miei preferiti: “Love you better” e  “William Powers”. Performance eccellente, i ragazzi sono finalmente una band completa, tempi giusti, mai una sbavatura, Orlando a proprio agio sul palco e un sound decisamente maturo. Poi, ecco che d’un tratto avviene la semi-prevedibile (da me annunciata) apparizione di Florence con annessa ovazione del pubblico. L’imprevedibile invece è che il duetto in oggetto sia una delle mie tre canzoni preferite del catalogo Maccabees: “Toothpaste kisses“!! Chapeau.

Ore 21:15 circa, che lo show abbia inizio.

Florence sale sul palco, i 20.000 dell’arena impazziscono e lei parte con “Only if for a Night”, l’atmosfera si scalda, la voce è pazzesca, quello che si era apprezzato nel duetto di poco prima, adesso è certezza, la sua voce è stratosferica. La scaletta prevede ancora qualche pezzo dell’ultimo album per poi passare al primo dei singoli estratti da Lungs, infatti si parte con “Cosmic Love”.

Florence è una furia, salta sul palco, si toglie lo scialle con cui si è presentata, si agita, balla, urla, tutto questo in un caos organizzato che emoziona senza soste. Chi pensa sia la migliore artista femminile al mondo non sbaglia, è uno show memorabile, non solo per le doti canore della Rossa di Camberwell, ma anche perchè per un’ora e mezza si è trasportati emotivamente. Io mi ricordo ancora lo show di Beyonce (si, avete capito bene) in cui sono rimasto un’ora e mezzo a guardare lustrini diamantati e fuochi d’artificio spuntare fuori da ogni dove, a supporto di una show-woman da paura, ma qua siamo di fronte a qualcosa di diverso.

Florence è prima di tutto una pazza. Pazza nel senso che niente che fa, ha fatto e probabilmente farà, è prevedibile, canonico, o monotono. Il suo amare e vivere tutto-o-nulla si rispecchia nello spettacolo che è pieno di accelerate e frenate, richiami al pubblico e canzoni cantate in solitaria, salti sulla folla e saluti alla mamma presente sugli spalti. Lo show è lei, e lei è una persona meravigliosa.

La scaletta continua con pezzi che una band fortunata riesce a mettere assieme in una decina di dischi (giusto per la cronaca fredda e pura, lei ne ha fatte due): “Rabbit Heart”, “You’ve got the Love”, “Shake it Out”, “What the Water gave me”, “Drumming song”. Il bis finale poi si conclude con il pezzo più bello del suo repertorio, “Dogs Day Are Over”, e il pubblico l’accompagna come fosse lì sul palco, lei ci gioca sopra, mantiene la suspense, li fa attendere un paio di minuti prima di fare partire l’inciso finale e quando parte è una liberazione, un orgasmo che coinvolge tutti i presenti e li lascia a bocca aperta di fronte ad un evento grandioso e stupefacente.

Voto: 10. Semplicemente, lo show più bello e coinvolgente cui abbia mai assistito. Grazie.

Un pensiero su “Florence and The Machine @o2 Arena – Greenwich

  1. Pingback: Haim – Days Are Gone | Indie Sunset in Rome

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