Fergus – Purple Road

fergus

Francesco Amoroso per TRISTE©

Pur non essendo affatto religioso (anzi pur tendendo ad ignorare la religione in ogni sua forma ed espressione), saltuariamente mi capita di entrare in una chiesa (di solito per ammirarne le opere d’arte o l’architettura) e rimanere profondamente colpito dalla sua atmosfera raccolta e austera, se non addirittura mistica (ma, essendo troppo materialista, sarei in difficoltà a usare questo termine).

Capita raramente con le grandi cattedrali e con le chiese barocche che, per quanto piene di mirabili opere d’arte, ostentano di solito una certa tracotante opulenza. Più spesso si verifica con piccole cappelle di campagna o con chiese in cittadine di provincia: buie, fresche, silenziose, composte.

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noname – Room 25

Giacomo Mazzilli per TRISTE ©

Ultimamente ho viaggiato molto: Parigi, Svizzera, alpi francesi, Carrara e adesso Atene, tutto nel giro di quattro settimane. Quando ieri sera sono rientrato a casa (più tardi del previsto dato che mi hanno perso la valigia), ho subito preso le scarpe e sono andato a correre sulla corniche marsigliese: quella terrazza sul mare che dalla spiaggia dei catalans scorre fino a quella del profeta. Volevo sentire il profumo del mare entrare nei polmoni e rigenerarmi le cellule ed i neuroni.

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Suede – The Blue Hour

Francesco Giordani per TRISTE©

Quello con gli Suede è per me, ormai da più di vent’anni, un appuntamento fisso.

Vidi per la prima volta un loro videoclip in un domenica imprecisata del 1997 – si trattava del bellissimo, e già controverso, Lazy

Il primo disco comprato arrivò un poco più tardi, nella primavera del 1999 ed era quell’Head Music che proprio adesso mi guarda, come un pregiato reperto di età remotissime, dalla scrivania su cui sto battendo queste frasi (sempre adorabile la duplice silhouette mascolino-femminina concepita con gusto cyberpunk da un ispirato Peter Saville per la copertina).

Su questa band ho scritto il mio primo articolo musicale importante, nel 2006. Su questa band ho scritto, esattamente e volutamente dieci anni dopo, anche il mio ultimo articolo musicale importante pubblicato su rivista.

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Ezra Collective @Monk Club – Roma, 22/07/2018

Agnese Sbaffi per TRISTE©

In ritardo come al solito arriviamo al concerto degli Ezra Collective al Monk.

Al volo prendo una birra prima di entrare e il ragazzo al bar mi dice che “il gruppo spalla” ha iniziato da qualche minuto. Il suo gruppo spalla è il mio main event della sera e quei pochi minuti di ritardo mi pesano come un macigno quando mi rendo conto che hanno aperto proprio con The Philosopher, brano presente nel loro ultimo lavoro Juan Pablo: The Philosopher.

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Anna Calvi – Hunter

Francesco Giordani per TRISTE©

È una piacevole, piacevolissima anzi, sorpresa ritrovarsi oggi di fronte ad un’Anna Calvi così profondamente cambiata.

Un’evoluzione, quella della Calvi, naturale e tutt’altro che forzata, che un disco felicemente riuscito come Hunter, sua terza fatica in studio, racconta nel migliore dei modi.

Impressione ribadita a piè se possibile ancor più sospinto anche dalla “data zero” del tour mondiale a supporto del nuovo album, consumatasi, con gioiosa (e ci auguriamo non isolata) intuizione, nel bellissimo chiostro michelangiolesco delle sempre impressionanti Terme di Diocleziano, lo scorso 14 Settembre, ad inaugurazione della rassegna multidisciplinare Ō.

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Hanging Valleys – Fortaleza

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Le sere estive sembrano non finire mai. Soprattutto quelle infrasettimanali.

E se da un lato è un bene perchè la voglia di fare cose aumenta, dall’altro, quando non c’è molto da fare, si è sommersi in questo limbo strano di calore e languore.

Forse anche a causa dello stress delle cose accumulate che non fa che aumentare la mia acidità di stomaco.

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Illuminati Hotties – Kiss Yr Frenemies

Giacomo Mazzilli per TRISTE©.

Vieri, spesso, mi prende in giro dicendo che mi sono fermato al 2005. Ed anche se a volte cerco di sorprenderlo con Kali Uchis, Maria Antonietta e tanti altri, devo ammettere che, spesso, ha ragione.

Ma non mi sono fermato al 2005, bensì al 2007, anche se nella mia collezione di vinili ci sono Illinois, Silent Alarm, I’m Wide Awake It’s Morning ed Alligator, a confermare la sua accusa piuttosto che la mia incolpevolezza. Continua a leggere