Keaton Henson – Birthdays – 2013

Non so che tipo di compleanni abbia avuto questo timidissimo (al limite del patologico) cantautore inglese, ma è evidente che io ne ho avuti di più piacevoli. Infatti non stupisce il piglio malinconico, triste (senza ©) quasi senza speranza che sembra essere alla base della composizione delle sue canzoni. Forse non è il più adatto degli ascolti da fare in un dopo elezioni che ci lascia esterrefatti, ma soprattutto confusi, di fronte ad un futuro che potrebbe essere peggiore del passato recente. Nonostante il mood pessimista, e in questo sta la forza di Henson,  questo discendere negli inferi delle sue emozioni in realtà ci dona musiche e liriche che non affondano mai, probabilmente sostenute dalla purezza e dall’onestà che riescono a trasmettere. Ma ora devo smetterla di fare politica.

Keaton Henson - Birthdays

“Teach me”, parte come California Daze dei Peace ma si espande verso sonorità più fragili che si sposano perfettamente con la voce quasi sussurrata del cantante. La prima traccia ci fa capire che Keaton è rimasto dove lo avevamo lasciato: un sound in cui c’è giusto spazio per la sua voce sussurrata, flebile ed insicura, la sua chitarra dalle poche note e dagli echi grandi e poco più. Un setup che ci farebbe pensare a cose già viste, specialmente quando a questa semplicità di suoni cantautorali si aggiunge un look da eterno bohémien che può permettersi di esserlo. Invece no, dietro quella barba Dalton’s Style si nasconde un artista capace di emozionare in tutta semplicità.

Quanto è bella e semplice “Lying to You”, mentre “10 am Gare du Nord” oltre a farci capire che si può permettere di prendere l’Eurostar per Parigi, ci ricorda di quanto ci eravamo invaghiti di Damien Rice, della fragilità della sua voce e dei controcanti femminili a sostenerla. “Kronos” ci fa pensare che forse quel ragazzo ha sorpassato parte dei suoi problemi di timidezza e che sa anche lasciarsi andare, preparando così il terreno al finale del disco con la splendida “Sweetheart what have you done to us”. “In the Morning” chiude quindi il disco con un piano+voce che getta speranza sul futuro, ma non troppa,  e ti lascia con un buonissimo dolce-amaro in bocca. Insomma ti fa voglia di tornare.

Voto 7.5 Potrebbe avere 8, ma paga un’ammonizione sul look hipster.

8 pensieri su “Keaton Henson – Birthdays – 2013

  1. Che ansia. Postate subito qualcosa di più grintoso perché non tutti i lettori di triste si sono svegliato tristi. C’è anche chi gode come un riccio!! Henson c’ha i problemi. Tanti.

    • Grazie a tutti per l’interesse. Devendra Banhart (dal mio personalissimo punto di vista) è nel complesso della sua carriera distante da Keaton Henson (benchè alcuni pezzi siano “vicini”) soprattutto per quanto riguarda l’arrangiamento dei pezzi. E se Keaton paga dazio al look hipster Devendra Banhart lo paga a quello frikkettone hehehehehe. In ogni caso speriamo di avervi fatto una buona segnalazione, anche se un pò TRISTE©

  2. Tutta questa gente che commenta negativamente è proprio stupida e poco colta. Se volete qualcosa di più grintoso andate ad ascoltare Miley Cyrus o chissà quale altra cazzata da bimbominkia.
    Se volete musica seria allora vi sedete, vi schiarite la mente e ascoltate Keaton Henson.

  3. Pingback: Oh Poor Watcher – Now They See Sky | Indie Sunset in Rome

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