Sigur Rós @ Lucca Summer Festival (Piazza Napoleone) – 27/07/2013

Sono finalmente lontano dalla cappa di caldo della città. Sono a casa. Al mare. In vacanza. E visto che Lucca è molto vicina, una scappata al Summer Festival per vedere i Sigur Rós mi sembrava un ottimo inizio di ferie.

Certo, questa sera il gruppo islandese sarà a Roma. Ma piazza Napoleone è una cornice sicuramente più invitante che l’ippodromo di capannelle…e un’ottima scusa per tornare qualche giorno prima a casa.

SigurRosI Sigur Rós non hanno sicuramente bisogno di essere presentati. Con il loro primo disco Ágætis byrjun risalente ormai a 14 anni fa (’99), la band islandese ha da sempre “marcato il territorio” con la propria particolarità: sicuramente riconducibili al filone post-rock, hanno intriso le loro canzoni di atmosfere e sonorità divenute inconfondibile marchio di fabbrica sia della loro musica che di un certo immaginario della loro terra d’origine.

E proprio a proposito di post-rock, il loro ultimo lavoro, Kveikur (2013), è una (leggera. Non immensa come scritto e detto da alcuni) svolta per la band, da un lato per la presenza di  atmosfere più cupe rispetto al solito, dall’altro per sonorità che in alcuni pezzi si avvicinano maggiormente ad un post-rock più “classico”.

Ad un solo anno da Valtari (2012) e dopo l’uscita dalla band del tastierista Kjartan Sveinsson, i Sigur Rós portano in tour il loro nuovo lavoro: un disco incredibilmente vitale e sfaccettato, sorprendente rispetto all’album precedente dove la band sembrava al punto coclusivo, in evidente mancanza di idee (benchè il disco fosse di tutto rispetto).

E questa nuova vitalità è tutta presente nel live a cui abbiamo assistito ieri. I nuovi pezzi si intrecciano a quelli del passato, anche loro caricati di nuova energia. Addirittura la band si spinge indietro sino a Svefn-G-Englar, contenuta nel loro primo disco, passando attraverso le “hit” che più sono impresse nella memoria del pubblico. Ma pezzi nuovi come Ísjaki e Yfirborð mostrano come i Sigur Rós siano estremamente produttivi e capaci di rinnovarsi pur mantenendo le proprie peculiarità.

Un concerto impeccabile: massima serietà ed atmosfere che solo loro riescono a trasmettere con così tanto impatto (sonoro ed emotivo).

Avessero portato anche un pò di freddo dall’Islanda sarebbe stato ottimo. Ma alla fine, io sono al mare. Per un pò posso lamentarmi di meno. Con un bellissimo ricordo in più.

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