Quilt – Held In Splendor

Tutti gli anni, d’estate, i miei cari amici cercano di trascinarmi in campeggio. Più che a campeggiare, diciamo a sfondarsi di cibo in montagna. Io, nonostante i molti insulti, evito sempre adducendo problematiche varie (più o meno reali). Ma, ad essere sinceri, devo ammettere che il punto cruciale è che non sono un grande appasionato del campeggio. Non perchè non ami la natura e i suoi paesaggi (anzi. E chi mi conosce lo sa), ma perchè ho fortemente bisogno delle comodità apportateci da millenni di sviluppo tecnologico.

Ora, tutto questo sproloquio era per dire che non sono propriamente il tipo frikkettone e/o psichedelico/figliodeifiori. Chi invece sembra esserlo (sicuramente più di me) sono i Quilt, in arrivo con il loro secondo disco Held In Splendor.

Quilt-Held-in-SplendorIl primo (omonimo) album dei Quilt risale al 2011, quando si erano fatti apprezzare con un mix di atmosfere (acid) folk e psichedeliche che guardavano indietro ai ’60s americani o ad artisti contemporanei come Devendra Banhart (quest’ultimo mai veramente apprezzato da me. Giusto per precisare).

Con Held In Splendor, il trio statunitense mostra ancora una volta come, nonostante sia di base sulla east coast (Boston), sembri nato e cresciuto sulle coste californiane. Una 50ina di anni fa.

Il primo singolo che anticipa l’uscita dell’album, Arctic Swan, è una delicata ballata psichedelica che avvolge e diverte, con il sitar a giocare un ruolo di primo piano così come nella bella Secondary Swan.

E se nel disco trova spazio anche la più “tirata” Tired and Buttered (inserita al momento giusto, perchè stavo davvero rilassandomi un po’ troppo), in generale il secondo LP dei Quilt è ricco di atmosfere rarefatte ed oniriche, degne della migliore tradizione psichedelica ma rivisitate con uno spiccato gusto pop che rende estremamente accattivante (e digeribile ad un pubblico più vasto) l’intero album.

Per aumentare i miei sensi di colpa (e confermare “l’attitude” dei Quilt), Held in Splendor si conclude con l’ottima I Sleep In Nature, che tanto mi ricorda i primissimi Pink Floyd. Quest’anno, dopo questa review, dovrò trovare delle scuse più convincenti per evitarmi il campeggio.

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3 pensieri su “Quilt – Held In Splendor

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