Fred Thomas – All Are Saved

L’altro giorno (giorno imprecisato nel passato che non è ieri ma può raggiungere anche uno/due mesi fa) un amico/collega mi parlava di una tecnica chiamata Mindful Self-Compassion (no, non c’entra direttamene con il mio lavoro. Tanto per chiarire): una tecnica di meditazione che, in pratica, punta sul cercare di non essere troppo severi con se stessi.

Io invece lo sono. Lo sono molto. Se qualcosa non va è colpa mia. Ovviamente tutto ciò causa uno stress ed un’ansia che si accumulano a quelli che, di base, già ho. Ma non posso fare altrimenti. E poi essere troppo indulgenti con se stessi penso sia da pigri.

FredThomas_AllAreSAvedChi sicuramente non è pigro è Fred Thomas, artista “Michigan-born” che da sempre sembra accumulare in modo seriale progetti musicali, band, etichette e quant’altro.

Sempre attivissimo e molto “underground” (qui l’aggettivo, per una volta, non è scorretto) Fred Thomas è uscito pochi giorni fa con un nuovo lavoro a suo nome, questa volta un po’ meno underground, sia per la maggiore diffusione che per gli arrangiamenti.

E nonostante quello che il titolo lascerebbe pensare, in All Are Saved anche Fred Thomas dimostra di non essere troppo indulgente. Nè con se stesso nè (soprattutto) con gli altri. Il musicista statunitense non le manda a dire e si racconta in un mix di nostalgia, rabbia e vita vissuta.

L’approccio e le sonorità lo-fi (bagaglio indissolubile dei progetti di Thomas) sono ottimamente mescolati ad una produzione attenta ai dettagli. Un disco che arriva dritto come un pugno allo stomaco ma che riesce allo stesso tempo ad essere delicato e commovente.

Dall’ottima traccia iniziale Every Song Sung To A Dog (una delle mie preferite) passando per la ballad lo-fi Monster Movie o la più straniante Bad Blood, così come nella crudissima Bedbugs (a dispetto della dolcezza della melodia) o in Expo ’87 (così infiliamo anche l’expo dentro, che fa tanto informazione), Thomas mostra di saper gestire perfettamente ogni diverso approccio, pur mantenendo il filo conduttore del disco.

Una bella sorpresa questo nuovo disco, che vi invitiamo ad ascoltare (e leggere) con grande attenzione.

Senza essere troppo teneri con voi stessi, così da cercare ogni volta di migliorare un po’ di più. Se poi riuscite anche a non angosciarvi per questo, siete sulla strada giusta.

 

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